INTEGRAZIONE: IL MINISTRO DELLA TRANSITORIETA’

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Non ci sarebbe motivo di parlare di Ministero per le Politiche di Integrazione, se in uno Stato moderno fossero applicate le leggi come sono scritte. In Italia non mancano certo libri di normative e decreti legge, manca un sistema uniforme di applicare la norma, che crea diversità tra persone e quindi scontento. Perché lo straniero che non si vede accettare la richiesta di prestito, di casa, di sussidio protesta? Perché per uno straniero che non ha diritto hanno diritto due e fa differenza di trattamento. Serve chiarezza: se in Italia ci sono problemi di lavoro, c’è la crisi economica, non c’è sviluppo, a che serve imbarcare “braccia” che non potranno che riempire Centri di accoglienza?

Il Ministro per l’Integrazione, in uno Stato che sa applicare le norme, non serve. Se parliamo di multiculturalità non ne parliamo nel senso del pietismo, la pena per il prossimo, il meno fortunato.

L’Immigrazione non è una questione da risolvere “a chi ha la bagnarola più potente” ma è una questione di Accordi tra Governi! Non è accettabile continuare a pensare che il travaso di persone sia legittimato da guerre e carestie, perché da tempo è chiaro che sotto questi enormi movimenti di persone, c’è sempre un interesse governativo e non si tratta di movimenti casuali, ma quasi prevedibili.

Ci hanno dato un ministro “colored” per passare alla storia in Europa come lo Stato multietnico più avanzato del secolo, mentre la realtà è che lo stato multietnico più avanzato è la Germania, seguita dalla Francia, dove i “colored” sono praticamente in diminuzione, dato che chi doveva prendere luogo già lo ha fatto nel secolo scorso.

Buonisti! Ecco che cosa siamo, dei buonisti che pongono al Governo una persona che per ogni scelta che fa, dovrà fare i conti con se stessa e con il suo passato, impedendo di svilupparci per una politica per la Integrazione seria, europea.

“Tu vuoi fà l’americano .. ma sei nato in Italy” .. in Italia la percentuale di persone immigrate è di 4 milioni circa su 60 milioni, con meno del 5% stabilizzato sul territorio. In America la situazione è diversa, abbiamo 316 milioni di abitanti, i “colored” non sono più considerati migranti dopo la seconda generazione e il 18% della popolazione non è Angloamericana ma ha origini (genitori) Afro, Ispanico, Locali tuttavia risiede permanentemente lì. In Italia un Ministro ad hoc, serviva? Secondo noi no, e la prima prova che non serviva è il fatto che per una persona “colored” di prima generazione non è stato impossibile sedere al Governo, non diciamoci sciocchezze, il vero razzismo in Italia .. non esiste. Ci sono la crisi, la povertà, la disoccupazione, l’inquinamento .. ma non certo il razzismo.

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