Istituto dell’Enciclopedia Italiana, da quasi un secolo a salvaguardia della Cultura italiana

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Il 18 febbraio 1925 è una data storica per la Cultura italiana, quel giorno infatti fu fondato dall’imprenditore Giovanni Treccani e dal filosofo Giovanni Gentile “L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana”. I due coadiuvati da un “team” che comprendeva tra gli altri Luigi Einaudi, Luigi Cadorna, Vittorio Grassi e Francesco Scajola, crearono una realtà che nell’immaginario dei fondatori avrebbe dovuto essere un punto di riferimento per la divulgazione scientifio-culturale in Italia.

In fase di realizzazione Giovanni Gentile, nominato direttore scientifico, chiamò a raccolta tutte le migliori menti italiane dell’epoca a prescindere dal colore della loro bandiera. Gentile era convinto che per creare un prodotto qualitativamente superiore fosse necessario superare le mere diversità politiche, sacrificando le divergenze per un fine superiore: la Cultura.

Dal 1925 al 1937 (termine della pubblicazione della prima edizione de “L’Enciclopedia Italiana”) studiosi fascisti, antifascisti e perfino ebrei collaborarono insieme, dimostrando all’Italia e al mondo come le divergenze politiche non dovessero influire nella promulgazione e nello sviluppo culturale.

Nonostante la particolare situazione politica di quel periodo, le alte cariche del regime fascista non interferirono mai con il lavoro del team di Gentile, lasciando agli studiosi “carta bianca” nella realizzazione del progetto.

Il regime fascista, dimostrando una notevole lungimiranza, decise di favorire lo scambio di opinioni tra persone con diversi orientamenti politici e culturali, subordinando il loro interesse in favore di un più nobile obiettivo: quello di creare un prodotto identitario culturale italiano che racchiudesse il meglio che il Paese aveva da offrire.

La prima edizione dell’enciclopedia, che comprendeva trentasette volumi, ebbe un successo senza precedenti diventando in breve tempo uno dei cardini dell’editoria italiana del periodo. Con lo scoppio della II Guerra Mondiale l’Istituto si spostò a Salò e a Bergamo prima di tornare definitivamente a Roma alla fine del 1944.  Terminata la guerra l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana riprese a pieno regime il suo lavoro, pubblicando il “Dizionario di Politica”, il “Dizionario Enciclopedico Italiano” e “L’Enciclopedia del ‘900”.

L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fin dalla sua creazione fu presieduto da alcune delle personalità più in vista nel mondo culturale italiano, in primis fu Luigi Treccani a cui seguirono tra gli altri: Guglielmo Marconi, Luigi Einaudi, Gaetano De Sanctis e Rita Levi Montalcini.

Nel corso dei decenni l’istituto è diventato una delle associazioni italiane più importanti ed influenti del dopoguerra, venendo riconosciuto nel 1980 come ente di diritto privato d’interesse nazionale e istituzione culturale. Numerosi sono stati i premi assegnatigli, tra cui spicca la “Medaglia d’oro ai benemeriti per la cultura e per l’arte”, riconoscimento dovuto all’impegno che questo ente ha profuso negli anni per divulgare e promuovere la cultura italiana.

L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana ha intrecciato in maniera indissolubile la sua storia a quella dell’Italia, diventando un punto di riferimento imprescindibile nel panorama divulgativo italiano. La sua autorevolezza è sopravvissuta, senza perdere prestigio, ai cambiamenti sociali della nazione, dimostrando una solidità e credibilità senza precedenti per un’ente privato.

Anche nell’era del multimediale e del digitale l’Istituto ha saputo adeguarsi alle nuove tecnologie, fornendo il proprio contributo anche in forme diverse dalla famosa versione cartacea. Dimostrando come non sia il mezzo divulgativo a fare la differenza, ma l’affidabilità della fonte.

Carlo Alberto Ribaudo