“LA BOMBA” E L’ATTUALITÀ DEL DOTTOR STRANAMORE

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“Senti un po’, Dimitri… Ti ricordi che noi… noi abbiamo sempre parlato di questa possibilità che succedesse qualche inconveniente con la bomba? La bomba, Dimitri. La bomba all’idrogeno. Beh, insomma, è successo questo: uno dei nostri comandanti di base ha… ha… ha… ha avuto come… beh, insomma, gli è girato il boccino. Beh, sai, è diventato un po’… strano, e… Insomma, ha fatto una sciocchezzuola… Ecco, adesso ti dico cosa ha fatto: ha ordinato ai suoi aerei di venirvi a bombardare”, è questa una tra le più famosi frasi pronunciate dall’attore britannico Peter Sellers nel film “Il dottor Stranamore: ovvero come imparai ad amare la bomba atomica”.  Liberamente tratto dal romanzo Red Alert di Peter George, racconta della pazzia di un comandante di Base Strategica delle forze aeree statunitensi che, in preda alla paranoica illusione di poter eliminare facilmente il nemico sovietico, ordina a uno stormo di bombardieri di attaccare con enormi bombe atomiche dei siti in Russia.

Il registra era Stanley Kubrick che, proprio grazie a questa pellicola, riuscì ad imporsi come regista di fama mondiale. Questi era particolarmente preoccupato per le numerose escalation nucleari. Negli anni ’50 e nel decennio successivo il mondo aveva infatti assistito in varie occasioni alla possibilità di una terza guerra mondiale. Erano gli anni della Guerra Fredda ed entrambe le superpotenze avevano come obiettivo primario quello di dimostrare la loro forza.

Gli Stati Uniti, oltre a installare apposite basi aeronautiche nel mondo, effettuavano massicci e inquinanti esperimenti nucleari nelle isole del Pacifico e nel deserto del Nevada; i  sovietici invece mostravano la loro forza con l’esplosione della bomba Tsar. Realizzata nel 1961, l’ordigno a idrogeno aveva una potenza distruttiva pari a 100 megatoni, una forza capace di bruciare l’atmosfera terrestre. Il padre della bomba fu lo scienziato Andrej Dmitrievič Sakharov che, nonostante avesse ridotto della metà la potenza dell’arma, rimase talmente sconvolto dalla sua potenza disgregatrice da diventare uno dei principali esponenti del movimento anti-nuclearista.

Solamente dopo mesi dall’esplosione, e nonostante il mondo intero già si fosse reso conto che qualcosa di terribile era stato fatto detonare vicino al Polo Nord, venne presentato ufficialmente quanto realizzato. Questo comportamento verrà ripreso anche nel film di Stanley Kubrick con la famosa frase pronunciata dall’Ambasciatore sovietico: “Doveva essere annunciato a congresso di partito lunedì, a Kisov piace fare sorprese!”.

Non è comunque un film che si pone come una semplice critica nei confronti del movimento nuclearista, rispetta tutti coloro che eseguono diligentemente il loro dovere: ne è esempio l’immagine del Maggiore T. J. “King” Kong. Affronta con semplicità il problema di come solamente una persona, affetta semmai da malattie mentali, possa decidere del destino dell’umanità. Kubrick riesce nel suo intento grazie all’ironia e all’umorismo di Peter Sellers, e da allora il mondo occidentale non sarà più lo stesso. La corsa agli armamenti nucleari continuerà, ma verrà affrontata con imbarazzo e non più con quell’orgoglio che aveva caratterizzato gli anni ’50.

Restano da affrontare infine tre considerazioni. La prima riguarda l’intera realizzazione dell’opera cinematografica che non soddisfò pienamente il regista. Stanley Kubrick aveva inizialmente deciso di far fare a Peter Sellers quattro ruoli, ma si scontrò con questi che non era in grado di interpretare il Maggiore T. J. “King” Kong. Il tutto si risolse con la misteriosa e opportuna rottura di una gamba da parte dell’attore britannico che gli permise di non realizzare anche quel personaggio. Sarà Slim Pickens alla fine a condurre la cavalcata texana atomica verso la base militare sovietica.

La seconda considerazione riguarda la figura del Dottor Stranamore. Nel libro Red Alert, ispiratore della pellicola, non compariva quest’immagine e venne introdotta dalla coppia Sellers-Kubrick nel momento in cui venne realizzato il film. Improvvisando riesce ottimamente a raffigurare l’immagine comune dello scienziato nazista al servizio degli Stati Uniti: basti pensare alla scena in cui riprende l’uso delle gambe dopo anni di paralisi incitando il nome del Fuhrer. Il suo aspetto ricorda quello di Wernher von Braun, padre delle V2 e coordinatore del progetto volto alla realizzazione del Saturno V, razzo che avrebbe portato l’uomo sulla Luna nel 1969.

Infine “Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba” è un monito, decisamente attuale, nei confronti dell’intero mondo. Una dura condanna sopratutto nei confronti di quegli (o di quel gruppo di) scienziati che hanno cercato di sostituirsi alla morte e di cui ne è esempio il fisico Robert Oppenheimer che pronunciò, eccitato come il dottor Stranamore, al termine del Trinity test, prima esplosione nucleare avvenuta nel deserto del Nuovo Messico, la famosa frase: “Sono diventato morte”.

Michele Soliani

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