La salma di Salvador Dalì riesumata per un test di paternità

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In Spagna può considerarsi concluso il caso mediatico che si era creato intorno a Pilar Abel Martinez, la 61 catalana che sosteneva di essere la figlia segreta del geniale artista spagnolo Salvador Dalì. Pilar Abel da circa dieci anni sosteneva di essere nata da una relazione clandestina tra la madre, una domestica che nel 1956 lavorava per una famiglia vicina al pittore, e Salvador Dalì.

Già nel lontano 2007 Pilar Abel aveva chiesto che fosse effettuato il test del DNA sulla salma di Salvador Dalì, ma in quel caso il tribunale aveva acconsentito che venisse effettuato solamente su alcuni oggetti appartenuti all’artista. Inutile dire che già in quella circostanza i test avevano dato esito negativo, confermando l’ipotesi che la donna non fosse realmente figlia del noto pittore ma solamente a caccia dei quindici minuti di celebrità.

Dieci anni a dopo a seguito delle continue istanze presentate dall’ex cartomante di Girona, un giudice di Madrid aveva acconsentito a riesumare la salma dell’artista tumulata nel suo teatro-museo di Figueres, città natale del pittore. Lo scorso 21 luglio vennero prelevati dei campioni dalle ossa, dai denti e dalle unghie di Salvador Dalì e venne effettuato il test del DNA per provare la presunta paternità.

I risultati arrivati nel tardo pomeriggio di ieri hanno finalmente messo la parola fine sulla vicenda, evidenziando come Pilar Abel non sia imparentata con Dalì, con buona pace della donna che avanzava pretese sull’eredità lasciata dal pittore. Dalì infatti non avendo eredi aveva donato tutto allo stato spagnolo e alla fondazione “Gala-Salvador Dalì Foundation”.

La “Gala-Salvador Dalì Foundation” che negli ultimi dieci anni si era fermamente opposta alle pretese di Pilar Abel, può ora legittimamente considerarsi l’unica vera erede di Salvador Dalì, continuando a gestire in proprio il patrimonio artistico del pittore.

 

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