LA TRADIZIONE REGINA… DELLA TAVOLA

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L’idea che “siamo nel 2014” e che quindi sia bene aggiornarsi e non restare impigliati nelle ragnatele della tradizione forse convince gli Italiani sui temi morali, ma di certo non a tavola. Dove – stando ad uno studio dell’osservatorioPolli Cooking Lab condotto su circa 1200 persone – si continua di gran lunga a preferire la cucina della nonna a base di lasagne, pasta, polpette e torte tradizionali, parmigiana, focacce, frittelle e cotolette. I numeri non lasciano spazio a dubbi: un italiano su tre non solo gradisce ma cerca ed ammette esplicitamente di cercare piatti tradizionali mentre il 24% va alla ricerca di prodotti sani e di qualità. Appena il 17% afferma invece di amare la sperimentazione, mentre le pietanze elaborate non affascinano che uno su cinque. Morale: i locali costosi e alla moda non potranno mai competere con la cucina della nonna o delle vecchie zie dalle quali, com’è noto, si mangia meglio, di più e a minor prezzo.

Se ne facciano una ragione, i paladini del Progresso, o finiranno come  Filippo Tommaso Marinetti (1876 -1944), che nel suo celebre Manifesto della Cucina Futurista, auspicava addirittura «l’abolizione della pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana», associandola con la tradizione retriva, sinonimo di «fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica». Solo che Marinetti e il futurismo sono finiti in libri di storia non si sa bene quanto letti, mentre pasta, polpette e il resto continuano a finire a tavola. Graditissimi. E chissà che questo non aiuti, alla lunga, a far rivalutare l’idea stessa di tradizione, spesso equivocata con ossessiva nostalgia mentre invece esprime – a tavola come in altri campi – la continuità di un amore che resiste al tempo e che grazie al tempo si arricchisce, rendendosi sempre più condiviso. Non essendo moda, la tradizione non è cioè qualcosa che perisce ma sopravvive e tiene vivi. Gustav Mahler (1860 – 1911) ha detto:«Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco». Quello del forno, ma non solo.

Giuliano Guzzo

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