Il 9 settembre 1998 a seguito delle complicazione legate ad grave malattia, moriva Lucio Battisti, uno dei più grandi artisti del ‘900 italiano. Lucio Battisti, ancora oggi, è considerato tra i più grandi, influenti e innovativi cantanti e musicisti italiani di sempre, nel corso della sua lunga carriera ha venduto più di 25 milioni di dischi.

Nato il 5 Marzo del 1943 a Poggio Bustone in provincia di Roma, Battisti dimostrò fin dalla tenera età una particolare predilezione per le arti musicali. Questa passione  lo portò a scontrarsi più volte con il padre Alfiero, il quale voleva che Lucio studiasse e non perdesse tempo dietro al sogno musicale. Solamente dopo anni di litigi si arrivò ad un accordo, Lucio avrebbe terminato gli studi superiori di Perito Elettronico e Alfiero, in cambio, gli avrebbe concesso di poter provare a vivere di musica per due anni una volta terminati gli studi.

Ottenuto il diploma Battisti iniziò a esibirsi dapprima nel napoletano e successivamente si trasferì in Lombardia dove, nel 1965 incontrò Giulio Rapetti in arte Mogol. Inizialmente  nessuno dei due era rimasto impressionato dai lavori dell’altro ma, nonostante lo scetticismo iniziale, Battisti e Mogol iniziarono a collaborare insieme, creando un sodalizio che sarebbe durato fino al 1979.

Insieme, Lucio Battisti e Mogol, crearono alcune delle canzoni più belle della musica italiana, tra le più famose si ricordano: “Fiori Rosa, Fiori di Pesco”, “La Canzone del Sole”, “I giardini di marzo” e “Il mio canto libero”. Questa canzoni consacrarono Battisti come uno dei più importanti cantanti dell’epoca, facendogli raggiungere una fama e un’influenza senza precedenti.

Il fortunato sodalizio si interruppe nel 1979 quando, a causa di alcune divergenze lavorative, Battisti e Mogol decisero di prendere strade diverse. Mogol iniziò così a collaborare con Riccardo Cocciante confermando la sua bravura come paroliere, mentre Battisti si fece assistere da Velezia (pseudonimo di Maria Grazia Veronesi, sua futura moglie) soddisfacendo così la sua voglia di cambiamento e di esplorazione di nuovi  orizzonti musicali.

Durante tutti gli anni ’80 Lucio Battisti si avvalse della collaborazione del paroliere Pasquale Panella, dando vita a quello che è conosciuto come il “periodo bianco”, caratterizzato da musiche molto avanzati e testi molto complicati, pieni di giochi di parole e doppi sensi. Questi nuovi lavori così complicati fecero calare i consensi del pubblico nei confronti dell’artista romano e le  vendite dei suoi dischi iniziarono a crollare.

Con il 1998 iniziò a circolare la voce di una grave malattia che affliggeva Lucio Battisti e che l’aveva portato a non pubblicare più nulla dal 1994, anno di uscita del suo ultimo album “Hegel”. Queste voci trovarono conferma il 30 agosto 1998, quando l’artista venne ricoverato in gravi condizioni in una clinica privata milanese, l’8 settembre venne spostato all’Ospedale San Raffaele di Milano dove morì la mattina del 9 settembre all’età di 55 anni.

Le cause della morte non furono mai comunicate, data la riservatezza della famiglia Battisti, le voci più accreditate riferiscono che Lucio Battisti fosse afflitto da un linfoma maligno che aveva colpito il fegato. Anche i funerali furono all’insegna della riservatezza, con solo 20 persone ammesse alla funzione tenutasi a Molteno.

Ancora oggi a venti anni esatti dalla sua scomparsa Lucio Battisti è considerato uno dei maggiori esponenti musicali italiano del ‘900. I suoi lavori ancora oggi sono apprezzati da fans di ogni età.

La riservatezza con cui la sua famiglia ha voluto trattare il “periodo post morte” di Battisti non ha intaccato la sua fama. Di Lucio ci rimangono i 20 album e le numerosi canzoni che l’anno consacrato nell’olimpo della musica italiana.

Carlo Alberto Ribaudo