Massimo Ghini è intervenuto ai microfoni di Rai Radio 2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00.

Il popolare attore romano ha parlato del suo ultimo film: “Ormai è uscita la notizia, vestirò i panni del Premier nel film Natale a 5 Stelle. Racconteremo la storia del viaggio di un Primo Ministro in viaggio di lavoro con il proprio staff. L’adattamento dei Vanzina ha ambientato il tutto ai nostri giorni e alla nostra situazione politica. Ora c’è chi c’è, come si dice a Roma ‘a chi tocca non si ingrugna. Ho studiato il Premier Conte, anche se il riferimento non è imitativo, non sono un imitatore, pure se nel film c’è un riferimento al Governo, ai Ministri, a quelli che sono ora sul ponte di comando. Tenendo presente che parliamo di una commedia, una commedia fa sicuramente meno danni della politica. Il film è molto comico, ma non è un cinepanettone”.

Il film uscirà su Netflix: “In qualche maniera anche noi dobbiamo fare i conti con i tempi che cambiano. Abbiamo continue telefonate per far uscire anche in sala questo film, ma su Netflix usciamo in tempi molto brevi in tutto il mondo. Possiamo essere visti da un bacino d’utenza internazionale. Ho dedicato al cinema tutta la mia vita, sono un grande tifoso del cinema, ma non possiamo passare la vita a piangere su quello che sta succedendo, sulle sale che vengono chiuse. Quando ero bambino passavo il pomeriggio in tre cinema diversi, ma la televisione non era forte come lo è ora e chi faceva cinema ci si dedicava in una maniera molto più complessa. Dobbiamo fare i conti con la realtà. Usciamo immediatamente in tutto il mondo. Non si può essere sempre tutti contrari al cambiamento”.

In chiusura Massimo Ghini ha parlato del derby della Capitale: “La stracittadina di Roma? C’è un clima diverso rispetto al passato. Qualche anno fa passavo tutto il tempo prima del derby a scambiare sfottò con i miei amici laziali. Era un gioco anche divertente. Io lo dico sempre, voglio che la Lazio resti sempre in Serie A perché voglio giocare il derby. Ma nell’aria c’è un po’ di distanza dovuta al fatto che noi, sia Roma che Lazio, potremmo e dovremmo essere in una posizione diversa. E invece continuiamo a galleggiare. Sono tanti anni che la Roma non vince un trofeo e non fa quel grande salto che ci si immagina. Ci si è stancati di pensare al derby come l’unica cosa che ti rimane durante il campionato”.