Si parlerà di massoneria e massofobia al Grand Hotel Trento il prossimo 12 ottobre, in un incontro pubblico organizzato dal Collegio regionale del Grande Oriente d’Italia che vedrà come ospiti, intervistati dal giornalista Rai Raffaele Crocco, il Gran Maestro Stefano Bisi, il professor Claudio Bonvecchio ed Alessandro Cecchi Paone.

Nell’immaginario collettivo la massoneria è un gruppo potente, uno stato nello Stato, eppure i massoni denunciano un accanimento nei loro confronti, addirittura una massofobia che si concretizza con continui attacchi di esponenti della Chiesa e della classe politica al potere, si pensi alla proposta del Movimento 5 Stelle con primi firmatari il senatore Elio Lannutti e il ministro per il Sud Barbara Lezzi, i quali vorrebbero persino proibire ad un massone di comandare una caserma dei vigili del fuoco. Il Secolo Trentino ne ha parlato con Antonio Virdia, esponente della Massoneria Trentina e membro del Consiglio nazionale del Grande oriente d’Italia.

Da dove nasce l’idea di una conferenza sulla Massofobia a Trento? Non mi pare che dalle nostre parti si urli “al massone”…
Durante il Ventennio, quando sono venute le leggi razziali, a Trento non si urlava ‘all’ebreo’, ma poi la normativa nazionale è stata applicata anche da noi. Oggi in Italia i due partiti al governo hanno fatto un patto ad excludendum nei nostri confronti, è in corso un attacco mediatico contro la Massoneria che rischia di riflettersi anche nella nostra regione, per cui è a mio giudizio necessario levare un grido anche dalla nostra terra”.

Immagino che in Trentino esistano logge massoniche. Ci fa una descrizione di questa realtà poco conosciuta e di che numeri spiamo parlando?
Mi permetta un cenno storico: il Principato arcivescovile e poi la Cattolicissima Austria hanno rappresentato un terreno poco favorevole per la diffusione della Massoneria in Trentino. Siamo quindi pochi, a Trento due logge del Grande Oriente per una sessantina di fratelli e a Bolzano tre, ma stiamo crescendo velocemente perché ci sono sempre più persone che avvertono la necessità di trovare riferimenti etici”.

Dopo lo scandalo P2 e le indagini di Rosy Bindi sui rapporti con ‘Ndrangheta e Cosa Nostra l’immagine del massone risulta indebolita. Cosa significa oggi essere massone?
Premetto che non esiste un copyright, per cui chiunque può fregiarsi del titolo di massone. Le massonerie ‘spurie’ non hanno nulla a che vedere con il Grande Oriente d’Italia di cui faccio parte e che conta 23mila fratelli in tutta Italia, rispettosi delle leggi dello Stato. Stato che i massoni stessi hanno contribuito a creare come pure a scriverne la Costituzione, mi riferisco a Meuccio Ruini. Noi giuriamo sulla Costituzione, siamo chiamati a rispettare le leggi. Lo scandalo P2 ha interessato una Massoneria deviata da cui noi abbiamo preso fin da subito le distanze, la nostra obbedienza ha espulso Licio Gelli, eppure questa vicenda che la troviamo tirata sule spalle in continuazione. Bindi ha cercato massoni deviati o collusi con la mafia sugli elenchi sequestrati a Roma, ma non ha trovato nulla. Perché noi siamo nemici di tali devianze”.

Non puntate ad infiltrarvi nel potere o a ruoli chiave nell’amministrazione pubblica trentina?
Se uno opera correttamente può anche succedere che operi nell’amministrazione pubblica, e per me il fatto che sia massone è una garanzia di correttezza e di rispetto delle leggi. Il singolo massone ha il suo credo politico e religioso, ma la Massoneria non si occupa di politica e di religione. La Massoneria accetta tutte le religioni purché si fondino sul valore della tolleranza, è contro i totalitarismi ed i totalitarismi sono contro la Massoneria, si pensi al Fascismo che ha perseguito i massoni e bruciato le nostre logge”.

Massoneria tuttavia è sinonimo di segreto…
Quella del segreto è, mi passi, una barzelletta. Per noi il segreto è quello che ognuno scopre in sé, noi stimoliamo l’individuo a scavare nella propria persona e a trovare delle risposte. Non abbiamo il divieto di presentarci come massoni, io lo sono alla luce del sole e non sono mai stato discriminato. Non do di certo il nome degli altri, perché ognuno è libero di scegliere l’anonimato: ricordiamo che ci sono stati massoni perseguitati e discriminati, per cui molti preferiscono la discrezione per motivi di lavoro e famigliari”.

A Roma si presentano proposte di legge contro i massoni, ma qual è l’atteggiamento della classe politica trentina nei vostri confronti?
Non ho esperienze dirette di attacchi da parte della classe politica trentina, ma so che c’è chi dà la colpa di ogni cosa ai poteri oscuri e, chissà perché, associa a questi la Massoneria. Non quindi problemi dai partiti bensì da singoli individui che si riempiono la bocca e giocano a fare i complottasti, ma che non sanno portare fatti concreti. Certamente siamo preoccupati per quanto sta avvenendo a Roma”.

La scelta di organizzare la conferenza a una settimana dalle elezioni provinciali è casuale?
Sì, non è mirata ad entrare nell’agone elettorale. È legata al clima che si sta respirando in Italia. Altrove, come negli Usa, la Massoneria è motore della democrazia ed è considerata da tutta la classe politica come fedele allo Stato ed alle istituzioni. Le ragioni del dissapore in Italia hanno radici storiche, risalgono al Risorgimento e alla visione laica dello Stato, a Garibaldi, che era massone… chi ha perso, diciamo, se l’è legata al dito”.