Morti e salsicce

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Il passaggio è stato improvviso: dalla Vigilia di Ognissanti (dell’Italia catto-bigotta ex DC) ad Halloween (festività anglosassone). In ogni cultura c’è una progressione rituale che avvicina i vivi alla celebrazione dei propri defunti, secondo schemi e immagini metaforiche che fanno riferimento a divinità o mitologie profondamente differenti tra un popolo e l’altro, ma che si riferiscono tutte all’esorcismo della morte, dal dio egizio Anubi, allo Yama indù, agli zombie Voodoo.

Grazie alla multimedialità siamo stati invasi quindi da zucche, teschi, fantasmi e non-morti; operazione commerciale scevrata però dal significato originale di esorcismo: dal lat. tardo exorcīsmu(m), dal gr. exorkismós, deriv. di exorkízein; cfr. esorcizzare, tirare fuori da. Cosa? La paura per eccellenza.

Hanno appena deciso che la carne rossa lavorata andrà trattata alla stregua delle sigarette, e questo sì che spaventa: la gente ha recepito che salsiccia, costine, bistecche, soppressa, brat wurst, (confezionate tra l’altro con carni bianche di maiale) sono come il tumore e la morte.

Scomodando Romero (George ndr) i maiali sarebbero all’improvviso diventati degli zombie feroci che, cosparsi di pepe e travestiti da speck, attenteranno alle nostre vite. Si possono vedere già, succulenti, con tanto di burro e cetriolini al seguito, minacciare l’apparato digerente, per poi espletare nel colon il loro epilogo mortale.. la smettiamo?
I non-morti e lo speck non fanno paura! Sono lì a ricordarci la caducità della vita. Il morto è morto, resuscita solo se un Hoodoo malvagio (stregone del Voodoo, religione Haitiana) si prende carico di trattarlo “a dovere”. Lo speck, invece, una volta trattato, può essere gradevole, ma è bene non abusarne.

Il messaggio è semplice: dopo la morte ci si trasforma. Si può essere graditi, utili, diventando insaccati e salumi, oppure letali, come in Pet Cemetery di Stephen King, un delizioso racconto macabro che narra la storia di un cimitero di animali che prende vita, riappropriandosi di ciò che a loro era sentimentalmente legato: i loro padroni.
L’importante è ridere delle proprie paure, affrontandole a viso aperto. L’esorcismo (se serve, anche di Halloween) è proprio questo: sbeffeggiare la parte “nera” che c’è in noi, riconoscendola. E festeggiare per esserci ancora.. vivi o morti. Buon Halloween a tutti.

Di Max Recanatesi

Ndr: il titolo è una citazione “Sesso e Karnazza” dall’album degli Skiantos “Mono Tono”.

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