“O Fiume o morte”: 100 anni fa avveniva “l’Impresa di Fiume”

Esattamente 100 anni fa, un contingente italiano composto da circa 2600 soldati e 35 autocarri entrò nella città di Fiume al grido di “O Fiume o morte”. Quell’operazione ,capitanata da Gabriele D’Annunzio, è entrata prepotentemente nella storia italiana come “l’Impresa di Fiume”.

Tale impresa, che aveva profonde radici nell’insoddisfazione italiana a seguito della “vittoria mutilata” della I Guerra Mondiale, era iniziata diversi mesi prima con la maggior parte della popolazione fiumana, che si sentiva italiana, che aveva iniziato a manifestare per l’annessione al Regno d’Italia.

Il 30 giugno 1919 a seguito di alcuni scontri, divenuti famosi come i “Vespri fiumani”, venne chiesto a Gabriele D’Annunzio di assumere la testa del movimento di resistenza fiumano con il Vate che prontamente accettò,iniziando ad arruolare volontari per un’eventuale operazione.

Si arrivò così alla notte dell’11 agosto 1919, quando D’Annunzio, dopo aver informato Mussolini circa le sue intenzioni, decise di raccogliere l’appello lanciatogli da alcuni ufficiali dei Granatieri di Sardegna (che erano stati cacciati da Fiume il precedente 25 agosto) e di partire alla volta di Ronchi.

Dalla cittadina friulana il Vate, il 12 settembre, si unì ai Granatieri di Sardegna e ad altri volontari formando una colonna che prese rapidamente possesso della città, acclamato dalla popolazione italiana e dai volontari che erano presenti.

Nel pomeriggio Gabriele D’Annunzio, proclamando l’annessione di Fiume al Regno d’Italia, dichiarò: “(…)Italiani di Fiume! Nel mondo folle e vile, Fiume è oggi il segno della libertà; nel mondo folle e vile vi è una sola verità: e questa è Fiume; vi è un solo amore: e questo è Fiume! Fiume è come un faro luminoso che splende in mezzo ad un mare di abiezione… Io soldato, io volontario, io mutilato di guerra, credo di interpretare la volontà di tutto il sano popolo d’Italia proclamando l’annessione di Fiume(…)”.

Nonostante in seguito la questione fiumana non si risolse positivamente per l’Italia (l’occupazione italiana che durò solo 16 mesi e successivamente venne proclamato lo Stato libero di Fiume), l’operazione di D’Annunzio e dei suoi uomini è rimasta nell’immaginario collettivo italiano come una delle più grandi imprese della storia.