Il vero nome dell’artista internazionale Banksy è Robin Gunningham, un uomo inglese di 42 anni. Ad affermare ciò sono  degli studiosi della Queen Mary University di Londra che tramite il metodo della”Profilazione geografica”, una tecnica usata per catturare i criminali seriali, sono riusciti a individuare l’artista creatore di alcuni tra i più belli murales dipinti sulle mura di molte città nel mondo. Le sue opere non le si trovano solamente nelle lussuose City, troviamo infatti sue realizzazioni anche in posti funestati dalla guerra e nelle periferie abbandonate al loro destino.
Le indagini hanno comunque avuto un’ambito di applicazione più ristretto, corrispondente a uno spazio che va dalla capitale del Regno Unito alla cittadina di Bristol. Sono stati cercati dei punti caldi, ovvero dei luoghi che sono solitamente visitati dall’artista.

Il suo nome era già uscito fuori nel 2008, allora però l’indagine si era fermata e aveva permesso all’artista di operare in assoluta serenità sino a questi ultimi giorni. Il suo è un caso anormale. Di solito coloro che si dedicano alle arti cercano sempre di ottenere un riconoscimento da parte del pubblico. Basti pensare ad artisti quali Pablo Picasso o a Salvador D’Alì. Quest’ultimo, alla pari dell’autore di Gernica, era rinomato per le sue stranezze: prime tra tutte quella relativa ai suoi baffi. Sempre sull’artista surrealista si può raccontare anche di quando si presentò a una mostra londinese vestito con una tuta da palombaro, una stecca da biliardo e due levrieri russi. Spiegò il suo bizzarro abbigliamento: “Ho voluto mostrare che mi stavo immergendo a fondo nella mente umana”. Ma fu poi costretto a togliersi il casco poiché stava morendo soffocato.

Da un certo punto di vista anche il comportamento tenuto dal sedicente Banksy può essere visto alla pari di quello dei qui sopra citati artisti, è infatti l’esatto opposto. L’autore di opere quali Baloon girl, una bambina che lascia andare un palloncino a forma di cuore, e il Ragazzo che lancia fiori, si raffigura un giovane che al posto di una bomba Molotov è nell’intento di lanciare un mazzo di fiori, lo hanno consacrato come uno dei maggiori esponenti della street art. Sino a oggi si sapeva solamente che era cresciuto a Bristol, come del resto Robert Gunningham, e le sue opere affrontano argomenti quali la politica, la cultura e l’etica in modo satirico.

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