Sgarbi dice sì alla ricostruzione originaria del Teatro di Cavalese

Vittorio Sgarbi auspica in una ricostruzione originaria del Teatro di Cavalese in un video diffuso dal consigliere della Lega Gianluca Cavada

Sono passati sei anni da quando, nel 2013, il Teatro di Cavalese è andato letteralmente in fumo. Vittorio Sgarbi, interrogato dal consigliere della Lega Gianluca Cavada, ha espresso il suo parere favorevole alla ricostruzione del complesso nella sua veste originaria.

Il Teatro di Cavalese: il rogo

L’edificio risaliva al Ventennio fascista (al 1928, per la precisione) ed aveva visto numerosi restauri nel corso della sua esistenza. L’ultimo rogo però, divampato per cause ancora misteriose, è stato fatale per il tetto nella parte retrostante e per i muri perimetrali. Si sono salvati il bar, la saletta della Magnifica comunità e l’ingresso.

Anche se la riapertura dell’argomento da parte di Sgarbi e di Cavada sembra fare notizia, in paese il tema è sempre rimasto al caldo. Già ad un anno di distanza, nel marzo del 2014, gli architetti Sergio e Michele Facchin (studio locale) avevano presentato un piano di ricostruzione da attuare entro il 2018. Ma ad ottobre il sindaco Silvano Welponer aveva fatto improvvisamente dietrofront dicendo che: «Per l’autunno avremo degli elementi concreti per disegnare il futuro del teatro, ma sarà la prossima amministrazione a prendere le decisioni che contano». Nel frattempo gli abitanti di Cavalese avevano risposto ad un sondaggio, dicendo che rivolevano il teatro secondo le linee architettoniche precedenti.

I successivi piani di ricostruzione

Nel 2017 l’assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi aveva firmato un accordo con il sindaco Welponer e il presidente del Patrimonio del Trentino Giovanni Paolo Bortolotti. Il documento avrebbe previsto l’impegno della società Patrimonio del Trentino, della Provincia e del Comune nella pronta ricostruzione del Teatro di Cavalese; alla fine del progetto si sarebbe dovuto creare, con il vicino Palacongressi, un polo culturale di eccellenza per la zona. Anche questo però è finito in un nulla di fatto.

L’amministrazione ha provato a rilanciare l’idea nel marzo 2018, presentando il rendering per la ricostruzione alla cittadinanza riunitasi al PalaFiemme. Tuttavia il nuovo progetto piacque decisamente poco alla cittadinanza. Infatti, prevedeva un innovativo restyling della rimanente struttura, con strutture in legno, una vetrata fotovoltaica e una palestra di roccia indoor sul retro. Tanto che, quando venne indetto un referendum consultivo nel settembre dello stesso anno, l’adesione fu inferiore al quorum del 30%, fermandosi solo al 27,3%.

La questione si era dunque arrestata, nuovamente, tra le mura del diroccate del Teatro di Cavalese, complice inoltre l’insediamento della Giunta Fugatti nello stesso periodo. Per finanziare la ricostruzione infatti servivano la liquidazione dall’assicurazione, alcune permute di terreni comunali con la Provincia (quindi il Comune) e la Provincia stessa.

Il parere di Vittorio Sgarbi

Per questo motivo le parole di Vittorio Sgarbi, da aprile nuovo presidente del museo Mart di Rovereto, al consigliere Cavada hanno riacceso la speranza nei cuori dei cittadini. Sgarbi infatti ha dichiarato: “Penso che se anche il consigliere Cavada non me lo avesse chiesto, avrei comunque detto spontaneamente che il Teatro di Cavalese deve essere com’era e dov’era“.

I paesi civili” – ha poi aggiunto, “quando hanno un Teatro che si incendia, hanno l’orgoglio di pensare che l’architettura è disegno e pensiero, e che la ricostruzione si basa su un disegno per cui è stato costruito l’edificio, senza bisogno di chiamare solo per interessi, danaro o moda, architetti che facciano una cosa sicuramente brutta, perché fuori dalla tradizione, dalla storia, dal buonsenso.” Ha concluso infine difendendo i cittadini di Cavalese: “Io mi batterò con loro, perché nessun amministratore, senza ragione al mondo, voglia imporre una cosa nuova, sicuramente sbagliata.”

di Silvia Vazzana

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Informazioni su Silvia Vazzana 39 Articoli
È nata nel 1997 a Reggio Calabria, ma da sempre vive a Trento. Sta per laurearsi in Studi Storici e Filologico-Letterari (carriera tipo Lettere Moderne); nel mentre, studia comunicazione multimediale e mette in pratica i suoi approfondimenti con passione. Credente. Il suo blog di scrittura creativa è Compagna di Viaggio (https://compagnadiviaggio.blogspot.it/), con l’obiettivo di aprire gli occhi anche sulla narrativa, attraverso risate e riflessioni. Si prende poco sul serio.