“Stammi felice”, “Sono stato fortunato”, in morte di Luciano de Crescenzo

90 anni, a un mese dal suo prossimo genetliaco, nato nel lontanissimo 1928 (a ridosso dei 91) ha visto con gli occhi di un bimbo la II Guerra Mondiale, siccome a Cassino fu distrutta tutta la città possiamo anche dire che fu dei fortunati; “una di quelle menti che abbiamo tutti in mente“, muore a Roma (Caput Mundi) il filosofo, scrittore regista Luciano de Crescenzo.

“Oi dialogoi”, “Socrate”, “Panta Rei” per parlare dei titoli da leader delle vendite, ma dove lasciare Napoli, il “PapOcchio”, “Napoli ti voglio bene”, “Il caffé sospeso”, “Foss’a Madonna”, e tutto il resto, novant’anni spesi interamente con la saggezza dell’uomo della penna e del cinema.

E’ difficile riassumere un personaggio di questo calibro per parlare della sua dipartita, che lascia un vuoto inimmaginabile, nonostante l’età ormai di tutto rispetto. Se vivessimo nell’antica Grecia, quella dei filosofi, sarebbe certamente per merito inserito (e non per urne) nel Senato delle persone che hanno qualcosa da insegnare al paese.

Luciano de Crescenzo, un’anima pulsante della Napoli sana e intelligente, non diede scandali ma solo virtù. Di questi tempi essere ricordati come uomini di valore è cosa rara. Amico di Bud Spencer da piccolo, si laureò con il massimo dei Voti come Ingegnere presso la Libera università degli Studi Federico II di Napoli.

Fu al centro di polemiche storiche per questioni prettamente Accademiche ma secondo il più potente messaggero di pensieri e aforismi è pienamente inserito tra i pochi italiani ad essere protagonisti di MeMe e di Story su facebook, su messenger e su Instagram, seguitissimo anche dai più giovani.

Ha vissuto tra Roma e Milano ma la cosa interessante è che i suoi libri sono noti in tutto il mondo, specialmente sono stati utilizzati come testi nelle scuole. Non fece politica anche se fu attivamente in piazza contro il degrado umano: fece capolino tra i suoi amici del “Partito radicale” ma era amico anche dei forzisti. “Napoli non è una città ma uno stato d’animo” dichiarava.

E’ pur vero che molti lo ricordano come attore, certamente nascere a Napoli concede una marcia in più per la recitazione e il pathos, un ambiente florido e fertile di creatività ed interpretazione; in realtà passando subito dall’altra parte della cinepresa negli anni ’70 e poi dall’altra parte della scrivania, possiamo parlare di una persona completa.

Recitò con de Filippo e Loren, con Isabella Rossellini e Nino Manfredi.

Fedelissimo a Mondadori, lo ricordiamo per il suo aspetto fiero: barba e capelli bianchi, modi pacati e parlare intelligente. Un uomo che ha colmato molte lacune della scuola grazie alla sua capacità di spiegare e di vendere libri che parlano di oggi, ma che hanno tradizione nel passato italiano.

Rispose così al savianesimo su Napoli: ” In questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e di bombe atomiche, io penso che Napoli sia ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere.”

NAPOLI – LUCIANO DE CRESCENZO

A giugno dello scorso anno Mondadori ha pubblicato la sua autobiografia, ha ricevuto un riconoscimento al Maschio Angioino e il Premio San Gennaro. Alla prima della trasposizione teatrale di “Così parlò Bellavista” è seguito un plebiscitario onore dal Teatro San Carlo di Napoli. Amato, amato, amatissimo.

Muore dopo breve malattia, per polmonite.

A cura di Martina Cecco