TRENTA GIORNALISTI SULLE TRACCE DELLA GRANDE GUERRA

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Una tre giorni dedicata alla Grande Guerra, dalle iniziative messe in campo per ricordare i cento anni dallo scoppio del conflitto, curate dagli assessorati al turismo e alla cultura della Provincia, alle testimonianze e vestigia di cui è ricco il Trentino, capaci di raccontare quel periodo e rafforzare la propensione alla pace di questo territorio. Un’esperienza molto forte, sia da un punto di vista umano sia professionale, quella vissuta nello scorso fine settimana da trenta giornalisti delle più importanti testate nazionali, dal Corriere della Sera a Famiglia Cristiana, dal Tg5 a Repubblica.

Il viaggio stampa è iniziato venerdì pomeriggio, quando il gruppo è stato accolto nelle sale del Museo Storico Italiano di Rovereto, una delle più autorevoli realtà dedicate ai conflitti dell’Italia nel Novecento. Qui il provveditore Camillo Zadra ha ripercorso le vicende belliche sul suolo provinciale, mentre Paolo Manfrini, direttore di Trentino Turismo e Promozione, si è soffermato sulle numerose iniziative in vista del centenario. Quindi è stato il momento di un’interessante tavola rotonda, moderata da Andrea Selva, che ha visto la presenza di Zadra, di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, e soprattutto del giornalista del Corriere Lorenzo Cremonesi, inviato di guerra da oltre trent’anni, che ha tratteggiato un parallelismo fra il primo conflitto mondiale e quelli attualmente in corso nelle varie zone del mondo.

Il pomeriggio si è concluso a Rovereto, davanti a quello che è il monumento più significativo legato a quel periodo e alla voglia di pace del Trentino, ovvero la Campana dei Caduti “Maria Dolens”, realizzata nel 1925 col bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti al conflitto.

La giornata di sabato è stata invece dedicata alla visita delle vestigia presenti sul territorio, in grado di raccontare quelle drammatiche vicende e di costruire al contempo una cultura di pace. Il gruppo ha potuto così scoprire il Nagià Grom in val di Gresta, un campo trincerato che si estende per più di 2 chilometri, recentemente ripulito e recuperato alla memoria storica, o in alternativa Forte Belvedere, sull’Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, conservatosi perfettamente negli anni ed arricchito dalle installazioni multimediali, realizzate da Studio Azzurro, che raccontano con suoni, luci e voci la vita dei soldati che qui combatterono. Anche Forte Pozzacchio, in Vallarsa, è stato interessato dal viaggio in quanto unico esempio di forte completamente scavato nella roccia, visitabile dopo un lungo restauro a partire dal mese di luglio di quest’anno. A concludere la giornata la visita alla mostra “Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape”, ospitata al Mart.

Il giorno dopo, domenica, il tour sulle tracce della Grande Guerra è ripreso con la visita al Mausoleo di Cesare Battisti, sul Doss Trento, dedicato ad una delle più importanti figure dell’Irredentismo italiano, e all’adiacente Museo degli Alpini. Sempre nella Città del Concilio, il gruppo di giornalisti ha potuto scoprire il Forte di Cadine – Bus de Vela, interessato recentemente da un complesso restauro che ha riproposto la conformazione originaria della tagliata.

Fonte: Ufficio Stampa PAT

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