Dal 6 luglio al 23 settembre 2018, la prestigiosa sede espositiva di Palazzo Assessorile ha aperto le porte a un interprete internazionale della scultura contemporanea, Adolf Vallazza (Ortisei, Bz, 1924), facendosi contaminare e offrendo l’ambientazione ideale sia per le celebri sculture astratte, su tutte il ciclo dei Totem, sia per gli arcaici e fantasiosi Troni, sia per la produzione figurativa, meno nota ma di grande impatto. La mostra, a cura di Gabriele Lorenzoni in collaborazione con l’Archivio Vallazza, ha messo al centro il rapporto di Adolf Vallazza con il Trentino, terra con la quale il Maestro intrattiene un rapporto speciale, fatto di continui scambi, amicizie e affinità, dimostrate da una intensa attività espositiva.

La mostra sta riscontrando un grande successo di pubblico,conquasi 9.000 visitatori in poco più di due mesi. Fra gli altri, hanno visitato la mostraDanilo Eccher, già direttore della Galleria Civica di Trento, del MACRO di Roma e della GAM di Torino,il critico d’arte Vittorio Sgarbie il grande fotografo italiano Gianni Berengo Gardin, che dagli anni Settanta intrattiene una stretta amicizia con lo scultore gardenese.

Venerdì 31 agosto ad ore 18.00verrà presentato al pubblico il catalogo della mostra.

La pubblicazione si propone di documentare l’esposizione attraverso lo sguardo del fotografo e artista Francesco Mattuzzi, che ha interpretato il rapporto fra palazzo e sculture in maniera inedita, con il rispetto dovuto all’opera del Maestro ma anche con la freschezza di sguardo di uno dei fotografi italiani più interessanti della nuova generazione.

Il catalogo raccoglie inoltre alcuni testi di approfondimento utili a contestualizzare la figura di Adolf Vallazza: il curatore Gabriele Lorenzoni restituisce al lettore le impressioni e gli scambi avuti con l’artista nel corso delle numerose visite presso la sua casa / atelier di Ortisei; Günther Oberhollenzer, critico e curatore sudtirolese di base a Vienna, ragiona sulla dimensione archetipica delle opere di Vallazza; Carlo Sala, curatore indipendente e docente presso lo IUAV di Venezia, analizza il rapporto fra immagine fotografica e scultura nel percorso di Vallazza.

L’immagine coordinata del progetto espositivo ed editoriale si deve allo studio trentino Campomarzio.