Vittorio Sgarbi (lettera aperta). La casa di Battisti crolla

Targa e facciata anteriore.

Vittorio Sgarbi è una persona di autorevolezza, ne chiediamo il parere.

Cesare Battisti nacque a Trento nel 1875. Morì a Trento nel 1916. Cesare Battisti nacque a Trento, sì proprio in centro, poco distante dalla stazione e dal mercato … e così succede che facendo un giro turistico ad un certo punto nel vicolo delle Orsoline si arrivi al momento in cui si dice: “Ecco, come si può vedere, qui troviamo un esempio storico di un edificio importante mantenuto con le fattezze di fine ‘800, la casa .. ” ma no! Mamma mia che vergogna, ma che è successo alla casa natia di Cesare Battisti?

I danni del vento e del maltempo hanno ulteriormente danneggiato la casa natia di Cesare Battisti, che per una “scelta politica” non è stata sistemata, ma mantenuta originale. Cosa dice il FAI: “ Una questione ereditaria sta lasciando andare in rovina Palazzo Gerloni, nella centralissima piazza Duomo, sulla cui facciata campeggia la targa che indica l’edificio come casa natale dell’eroe dell’irredentismo.” Eccola: decadente e tutta marcita.

Parlo di “scelta politica” perché è vero che – di fronte alla questioni ereditarie – ci si trova a dover attendere che le cause abbiano decorso, ma è anche vero che esitono delle leggi legate alla sicurezza, al pubblico decoro, ma anche dipendenti dalla precisa volontà politica, legate al patrimonio artistico e storico – si chiamano tutele, hanno anche un certo peso economico – che consentono di dare una acceleratina a queste ipotetiche problematiche ereditarie.

Faccio appello al buonsenso e anche alla cultura: nella parte adiacente della palazzina, messa a nuovo, c’è anche la sede ANA degli Alpini appunto. Sul lato di piazza Duomo la situazione è triste ma decente, sul lato posteriore la situazione è tragica, una vergogna da sistemare. Si possono perdonare le liti ereditarie, si possono perdonare i dissesti economici, la mancanza di forze e di possibilità per intervenire. Non si può perdonare la completa assenza di responsabilità: per questo la precisa volontà politica di ammazzare per la terza volta (l’idea, la fucilata e la memoria) Cesare Battisti è intollerabile.

Esteticamente sono convinta che sia assolutamente giusto mantenere il muro esterno nero, originale, scrostato, con le imposte originali e anche le inferriate. Non credo però che sia di buonsenso lasciar cadere tutto l’edificio. Il problema alla radice: “se Cesare Battisti sia un eroe o un traditore” non è una questione che ci riguarda in questa sede. Più volte è stato introdotto il dialogo dul tema arrivando (ormai siamo oltre il centenario dalla morte nel 1916) sempre alla stessa conclusione.

“Un traditore secondo chi vede un parlamentare austriaco disertore. Un eroe secondo chi vede un politico e un giornalista italiano. Un militare secondo chi consideri l’adesione all’esercito appunto italiano.” E’ importante rispettare le idee, che sono il senso dell’autonomia trentina. Senza queste diversità non avrebbe senso lo Statuto Autonomo. Più volte intavolata, la discussione arriva sempre a queste conclusioni: significa che la memoria c’è, che la popolazione ha una sua precisa identità.

Da appassionata quale sono ho visitato le case natie di tutti gli esponenti politici del passato del Trentino Alto Adige. Nel caso dell’abitazione di Cesare Battisti constato la differenza (ad esempio rispetto al lusso del museo dedicato ad Alcide DeGasperi e alla sua, di casa). Appunto citando lo Statuto di Autonomia non si può non fare il confronto. Impietoso.

Vedendo le imposte rotte dal vento, le finestre che cadono a pezzi e i ponteggi interni che reggono i soffitti malconci, ritengo doveroso rivolgermi a Vittorio Sgarbi con una “Lettera aperta virtuale”.

Mi piace ricordare.

Come era per il Casino di Bersaglio Austriaco (che è passato dalla lista del FAI alla lista degli edifici da abbattere) così per la Casa Natia di Cesare Battisti Italiana, essa è patrimonio storico, sono memorie che appartengono alla famiglia e agli eredi, certamente, ma come decoro e storia della città. Si tratta di cancellazione della storia.

In questo senso decadente di un palazzo che crolla vedo la fine della memoria, la volontà precisa di cancellare un popolo. Non mi piace. Vorrei sapere per questo che cosa ne penserebbe il prof. Vittorio Sgarbi. Credo che sia a conoscenza di questa situazione, ma apro un alert a mezzo stampa. I danni sono ingenti, la situazione è triste e vergognosa.

Sogno un Museo alla memoria storica, una casa che diventi un punto di partenza per un dialogo moderno, aperto. Sono sogni. Ma ci conto.

Non so se Vittorio Sgarbi potrà mai leggere questo appello, ma non so neanche se potrà rispondere. Sarebbe interessante però sapere: “Cosa ne pensa il più autorevole critico d’arte vivente del prossimo crollo della casa natia di Cesare Battisti?

A cura di Martina Cecco