Libero querelato, insulti, censura e propaganda di guerra: sicurezza prima di tutto

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Libero e Maurizio Belpietro, in qualità di direttore di testata, hanno ricevuto, nel pomeriggio, formale querela per il titolo comparso stamane all’alba inerente i fatti di Parigi. Fin dalle prime ore del mattino la situazione verso tale titolo, comparso nelle rassegne stampa, si era fatta incandescente, trovando assoluto sdegno da parte dei colleghi giornalisti.

La querela formale, in attesa di una risposta da parte dell’Ordine dei Giornalisti, è una forma di dissenso, dal punto di vista professionale, che ha delle ricadute anche gravi sul soggetto querelato. La presa di posizione però non è isolata: anche da parte delle Comunità islamiche è iniziato un movimento che tende a questa finalità.

Nella giornata di oggi, dopo il triste conteggio delle vittime, dopo la carrellata di solidarietà, dopo le iniziative di sostegno delle persone, che hanno partecipato con campagne social virali e hashtag quali “Jesuisparis e Prayforparis” condividendole su internet, dopo l’accensione delle candele alle finestre in segno di solidarietà alla Francia, sono iniziate però, tristemente, le prime avvisaglie di propaganda militare.

Il primo video che sta rimbalzando su tutti i media riguarda l’appello dello Stato Islamico. Seguono però anche le vignette che provengono direttamente dalla Russia e dall’Europa, che denunciano uno stato di tensione altissimo.

Il ritorno, in questo contesto, della violenza verbale e della censura, seppure giustificata, segnano il passo di un fondamentale disaccordo tra le parti politiche e non solo di una forte ripugnanza verso i fatti accaduti, tanto forte da aver disegnato un confine forte, di separatismo, tra le parti.

In attesa delle decisioni future, da parte del Parlamento europeo e da parte delle Nazioni d’Europa la scelta che i Governi devono prendere riguarda, primariamente, la sicurezza in Europa.

Il senso di dolore e di soffocamento per una situazione che ha definitivamente perso il controllo mette in discussione la linea politica europea testé seguita. A ridosso del nuovo meeting che si terrà nei prossimi giorni, per discutere del piano di accoglienza dei rifugiati, il dialogo politico arranca.

E’ certamente segno di una situazione di gravità inaudita, l’attacco all’occidente, che porta la guerra a casa nostra. In questo contesto di dolore, definito dalla stampa americana “Un atto di Guerra” riprendendo le parole di Papa Francesco, pronunciate stamane, “la III Guerra Mondiale a pezzi” e il fiato è in sospeso, il mondo è in sospeso, in attesa della decisione che prenderanno le Nazioni Unite.

E’ certo poco rasserenante che il proclama di guerra inviato dall’ISIS in forma di rivendicazione dell’attentato di Parigi del 13.11.15 cada a ridosso del Giubileo, mettendo in discussione i principi di pace che animano l’Europa Unita. Se al momento la difesa e la sicurezza paiono essere le vie da percorrere non va però dimenticato che un intervento è in atto, in Medioriente, per combattere il terrorismo.

isisLa provocazione all’Europa, che ha sacrificato la vita di numerosi civili inermi, è certamente motivo di forte preoccupazione. L’esposizione delle parti politiche, per di più, alle fauci dei carnefici del Califfato, è altissima, considerato che la diffusione di internet arriva esattamente laddove si trovano i sostenitori dell’ISIS, come si riporta per completezza in foto, i quali fanno propaganda si facebook e su twitter, approvando il delitto umanitario di Parigi.

Di Martina Cecco

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