1° maggio: hanno fatto il funerale al lavoro

Primo maggio di festa per il lavoro. Lo si è visto bene a Torino, con gli ormai inevitabili scontri diventati quasi una routine. Ma scontri ci sono stati un po’ ovunque nel mondo, da Parigi dove la sinistra che ha incoronato Macron non sa come gestire i problemi dei lavoratori, sino alla Corea del Sud, quella tanto amata da Trump perché pratica lo sfruttamento dei lavoratori. Persino Mattarella, ed è tutto dire, si è accorto che il lavoro rappresenta un problema. Poco e sottopagato. Per questo bisogna inventarselo, magari trasformandosi in negrieri che recuperano, a pagamento, gli schiavi sulle coste libiche.

Oppure spacciando droga, scippando, chiedendo l’elemosina agli ingressi dei supermercati. Un modo curioso per pagare le pensioni agli anziani italiani. Programmi alternativi? Inesistenti. Le prospettive sono quelle di redditi di povertà, di inclusione, di cittadinanza. Ossia mance che consentano di sopravvivere alla meno peggio. Ma con le cifre proposte non si acquistano prodotti italiani, troppo costosi. E si distrugge ciò che ancora esiste dell’economia italiana che ancora resiste. Intanto, però, bisogna festeggiare il primo maggio.

Obbligando i bambini ad intonare nelle piazze canzoni politicamente corrette, nel l’indifferenza generale. L’importante è che non si parli di disoccupazione, di sfruttamento, di lavoro. Si festeggia per nascondere i problemi. E si marcia sempre meno compatti dietro bandiere che non rappresentano più nulla, dietro a striscioni ipocriti e senza alcun significato. Cortei funebri.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".