Lo scandalo derivati del PAT scoperto dalla Corte dei Conti

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La Corte dei Conti lancia pesanti critiche sul bilancio della Provincia Autonoma di Trento e sull’operato del Presidente Ugo Rossi. Certamente quest’ultimo si è difeso mettendola sul politico, ma la relazione dell’organo statale porta alla luce una inscusabile realtà.

“La Provincia autonoma di Trento – esordisce la Corte dei Conti – non ha tuttora istituito il Collegio dei revisori dei conti, che costituisce organo essenziale di raccordo con la Magistratura contabile al fine dell’esercizio del controllo esterno”.

Una mancanza pesante, di un organismo fondamentale per la gestione dell’amministrazione pubblica. Ma quello che maggiormente preoccupa la Corte dei Conti è l’imparzialità dei revisori contabili. Vi sono infatti preoccupazioni sulla possibilità di influenze politiche per quanto riguardano le attività volte a revisionare il bilancio della Provincia.

Anche l’area indebitamento pubblico preoccupa la Corte dei  Conti. “La Provincia sostiene di non aver effettuato operazioni assimilabili all’indebitamento” ha affermato questa anche se poi mette alla luce una concessione di crediti  “da parte della Regione autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol (euro 60.000.000 già incassati nel 2013 ed altri euro 75.147.000 accertati nel 2014 e liquidati in parte nel 2015)”.

Un credito che nei fatti è una forma di indebitamento ai sensi dell’art. 119 della Costituzione, trattandosi di tipologia di debito prevista dall’art. 3, c. 17, della Legge n. 350/2003. La Provincia risulta aver rilasciato numerose garanzie, ovvero si è indebitata, per oltre un miliardo e mezzo di euro a fronte di un importo iniziale garantito al 1/1/2015 corrispondente ad euro 2.231.734.130.

Ulteriori criticità sono emerse con riferimento agli strumenti finanziari derivati stipulati dalla Provincia e dalle società partecipate. Per i derivati stipulati dalla Provincia sono confermate le criticità rilevate nel recente giudizio di parifica con riferimento al differenziale negativo registrato anno per anno e in ordine alla errata contabilizzazione nelle “Altre partite di giro”.

In ordine ai derivati stipulati dalle partecipate si evidenzia il rilevante differenziale negativo tra i flussi di entrata ed uscita. Operazioni rischiose e che portano la Corte dei Conti a suggerire alla Provincia Autonoma l’istituzione di un “fondo rischi” per far fronte alle possibili perdite conseguenti a tali operazioni finanziarie.

In conclusione, sull’indebitamento provinciale è stata rilevata una scarsa trasparenza per quanto riguarda l’indebitamento e  la presenza di rilevanti passività potenziali inerenti agli strumenti finanziari derivati sottoscritti da Patrimonio del Trentino spa e da Cassa del Trentino spa. Ugo Rossi ha risposto alla Corte dei Conti mettendola più che altro in politica. Sui derivati sottoscritti in vigenza del divieto ex art 62 dl 112/2008 non ha potuto dire nulla e neanche sui 15 milioni già pagati per questi strumenti finanziari. Rossi sa bene che non può piu uscire da questi contratti a meno di pagare milioni di euro subito.

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