Scandalo Vitalizi. Solo 17 milioni di euro recuperati

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La Regione e il Consiglio regionale stanno lavorando congiuntamente per recuperare nel più breve tempo possibile quanto previsto dalla Legge, seguendo la strategia legale più opportuna e in accordo con la Procura della Corte dei Conti. Attesa a breve la sentenza della Corte di Cassazione che chiarirà definitivamente la questione della giurisdizione, fondamentale per poter procedere nelle vie legali.

Il Consiglio e la Giunta regionale stanno percorrendo la strada tracciata passo dopo passo, con le dovute precauzioni per evitare di perdere tempo imboccando delle vie sbagliate e per contenere il più possibile la spesa. La legge 4/2014 ha indicato un mandato preciso: recuperare quanto dovuto, perseguendo ogni azione legale finalizzata a raggiungere l’obiettivo.

Si è trattato della prima legge a livello nazionale in materia e l’unica che ha portato ad un recupero retroattivo delle somme erogate in più. Ad oggi sono rientrati nelle disponibilità del Consiglio regionale quasi 17 milioni di euro. 

Di questi, 3,8 milioni di euro sono già stati utilizzati per finanziare progetti, nelle Province di Trento e Bolzano, destinati ad aiutare le famiglie e l’occupazione, con una immediata ricaduta sulla società.

Nella seconda metà di dicembre la Presidenza del Consiglio regionale e la Giunta hanno avuto modo di confrontarsi con il Procuratore generale della Corte dei Conti, con il quale, dopo aver constatato la correttezza del procedimento fino a qui portato avanti, è stata valutata la strategia migliore: la sentenza della Corte di Cassazione che dovrà stabilire in via definitiva quale sia il Giudice competente nei procedimenti giudiziari in corso è attesa nei primissimi mesi del nuovo anno ed è fondamentale per poter indirizzare ogni sforzo legale nella direzione giusta. Anche la questione del recupero coattivo è quindi è vincolata alla decisione che sarà presa in tempi rapidi dalla Corte stessa. Tuttavia, sia l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, sia la Giunta regionale, stanno procedendo congiuntamente per arrivare alla soluzione nel più breve tempo possibile. Si sono conclusi tutti i lavori preparatori per una collaborazione con la Trentino Riscossioni e la stessa è ora al vaglio dei legali: si tratta di un procedimento complesso, in cui ogni variabile va soppesata. Ufficio di Presidenza e Giunta regionale sono al lavoro e stanno verificando ogni via possibile, anche aggiuntiva alla riscossione coattiva ad opera della società in-house della Provincia Autonoma di Trento (e della Regione, con l’eventuale acquisto delle quote). A maggior tutela dell’Ente pubblico, si sta valutando la possibilità della creazione di un Fondo rischio, sebbene ad oggi, proprio in virtù delle rassicurazioni ricevute dalla magistratura sulla correttezza delle Leggi regionali 4/2015 e 5/2015, non sembri una necessità.

 La situazione attuale

Ad oggi, degli 87 ex Consiglieri interessati dalla riforma, 58 hanno restituito quanto dovuto e 29 non hanno adempiuto alla legge e non hanno restituito, mentre dei 40 non aventi diritto sono 13 coloro che non hanno girato le quote a loro intestate al Consiglio. Di fatto, nel frattempo sono stati recuperati 16.700.000 €, a cui si aggiungono 600.000 € che stanno rientrando a rate. Al conteggio mancano quindi ancora12.166.000€, dei quali 5.975.000€ in quote del Fondo Family ancora intestate a Consiglieri che non hanno effettuato la cessione al Consiglio regionale e 6.191.800€ in liquidità non rientrata per contenzioso.

 “Non abbiamo mai perso di vista la questione, né ci siamo fermati” – spiega la Presidente Chiara Avanzo  – “Nell’ultimo anno sono rientrati 8 milioni di euro. La nostra priorità è recuperare quanto è dovuto in base ad una legge in vigore che va rispettata. Abbiamo mantenuto contatti continui sia con i nostri legali, sia con la Procura della Corte dei Conti, al fine di arrivare in breve tempo ad un risultato certo. Abbiamo bisogno di agire in modo tale da essere assolutamente incontestabili, al fine di garantire che i fondi recuperati ritornino per sempre nelle casse del Consiglio e quindi dei cittadini. Non si deve cedere alla tentazione di fare in fretta, a rischio di sprecare un lavoro, a volte estenuante, che stiamo portando avanti giorno per giorno, senza cercare le luci della ribalta, ma con l’unico obiettivo di portare a compimento la legge e recuperare definitivamente quanto dovuto”.

 

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