Turismo sostenibile a Castelnuovo, al via il progetto Vivimed

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RE-013 NSG Westruper Heide

Rivitalizzare il territorio anche con realtà lontane: il turismo sostenibile di Vivimed coinvolge la Garfagnana, la Lunigiana, la Sardegna, la Liguria e soprattutto Corsica e Provenza.

Vivimed, slow Tourism dalla Toscana alla Provenza

Dare vita a un turismo sostenibile e consapevole per creare opportunità di lavoro e rivitalizzare il territorio, rispettando l’ambiente. Nessun service audio Roma, bensì un progetto chiamato Vivimed che, più che una manifestazione ulteriore che il turismo compatibile sta diventando una realtà concreta, possa funzionare anche dal punto di vista economico. L’iniziativa è transfrontaliera e viene portata tenacemente avanti, come ente capofila, dall’Agenzia Sarda per le politiche attive del lavoro e, per quanto riguarda la Toscana, dalla Regione e da Lucense. Sono legati da questo progetto la bellezza di 10 territori dislocati tra Toscana, Sardegna, Liguria, Corsica e Provenza. In territorio toscano, si fa particolare riferimento alla Garfagnana, alla Lunigiana e alla zona dell’Amiata. Il prossimo incontro per illustrare e mettere a confronto il progetto concreto sarà a Castelnuovo, soprattutto per coinvolgere le piccole e medie imprese locali turistiche, ma anche consorzi, associazioni e tutti gli attori legati all’agricoltura, alla gastronomia, all’ambiente, ma anche allo sport e alla cultura in generale.

Vivimed, obiettivi e traguardi

Obiettivo della lunga serie di incontri che prenderà il via a breve è quello di stimolare i contatti e le collaborazioni tra gli operatori del settore e creare dei servizi e dei prodotti innovativi che possano essere preparati e inseriti nell’ambito di pacchetti turistici competitivi, ma che rispettano l’ambiente e il territorio, come è la regola del turismo consapevole. Il progetto Vivimed avrà una durata biennale e i territori coinvolti avranno a disposizione la bellezza di 1,4 milioni di Euro per migliorie e progetti, stanziati dalla Commissione Europea. Si sosterrà quindi forme di turismo rispettose delle produzioni locali e del condividere, come ad esempio la struttura ricettiva dell’albergo diffuso. Oltre a questo, Vivimed si prefigge l’obiettivo di incrementare la competitività delle piccole e medie imprese sul territorio facendo rete, una strategia che si rivela indispensabile di questi tempi per farsi conoscere e per dare un contributo alla propria terra d’origine. Lo slow tourism, ovvero il turismo lento, è una realtà ben consolidata soprattutto in Europa, mentre in Italia se ne sta iniziando a parlare solo da un triennio: il turista vuole godere del paesaggio e della tipicità perché stufo dei villaggi in serie e delle vacanze di massa.

Incontri per il turismo sostenibile

Il primo incontro di una lunga serie ha toccato temi molto attuali e interessanti, come il branding territoriale e di prodotto, come valorizzare le tipicità dei vari territori, che cosa significa turismo esperienziale e come legarlo agli ambiti enogastronomici, naturalistici, culturali, spirituali, sportivi e del wellness. Nei prossimi incontri, forse con Service Audio Roma, si parlerà inoltre dell’importanza della scelta dell’architettura per la sostenibilità e l’accoglienza grazie alla bioedilizia, all’efficienza energetica e al basso impatto ambientale senza rinunciare al comfort abitativo tipico mediterraneo. I prossimi incontri saranno previsti entro breve, ma chi è nell’ambito Vivimed è tenuto, dopo l’estate, a presentare i risultati ottenuti. Del resto, al progetto partecipano anche enti di prestigio come Sardegna Ricerche, l’Università di Firenze, France nature environnement aix en Provence – Alpes– Cote D’Azur e Agence du Turismo de la Corse.