L’aumento delle aliquote Iva rischia di alimentare una spirale recessiva in una situazione segnata dalla frenata nella crescita dei consumi e dalle prospettive dell’inflazione in ripresa. 

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat sulle prospettive dell’economia italiana nel 2018 nel sottolineare che la sterilizzazione è una priorità per il nuovo esecutivo che si va formando. Già, perché nella Legge di Bilancio 2018 è stato confermato l’aumento dell’IVA, ma a partire dal 1 gennaio 2019.

Per il momento non è un problema, ma presto potrebbe diventarlo.

“Il pericolo dell’aumento dell’Iva – sottolinea la Coldiretti – riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie. Una eventualità che – continua la Coldiretti – compromette i segnali di ripresa dell’agroalimentare, dove i consumi interni sono ancora stagnanti, a fronte di una produzione in crescita, restano ancora al palo”.

“Va quindi scongiurato perché – sostiene la Coldiretti – sarebbe un duro colpo per la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande che nel 2017, dopo cinque anni di valori negativi, ha invertito la tendenza e ha fatto segnare un balzo record del 3,2%, secondo le elaborazioni su dati Ismea. La spesa alimentare – conclude la Coldiretti – è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 244 miliardi ed è quindi un elemento fondamentale per la ripresa dell’economia”.

Prossima sfida del Governo, tra le tante, sarà quella di scongiurare questo rincaro. Temuto da molti.