BUONE SPERANZE PER L’ECONOMIA ITALIANA: OTTIMO IL DATO SULLA FIDUCIA DEI CONSUMATORI

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Balza la fiducia dei consumatori: parliamo di un dato che è elaborato sulla base di nove domande ritenute maggiormente idonee per valutare l’ottimismo/pessimismo dei consumatori, precisamente: giudizi e attese sulla situazione economica dell’Italia; attese sulla disoccupazione; giudizi e attese sulla situazione economica della famiglia; opportunità attuale e possibilità future del risparmio; opportunità all’acquisto di beni durevoli; giudizi sul bilancio familiare. I risultati delle nove domande, espressi in forma di saldi ponderati su dati grezzi, sono aggregati tramite media aritmetica semplice; il risultato è poi riportato a indice (in base 2005) e destagionalizzato con il metodo diretto.

Come certifica l’ ISTAT,  la fiducia dei consumatori è salita a 105,4 dal 101,9 del mese di Marzo. A impattare è stata la speranza, da parte delle famiglie italiane, che l’ abbassamento delle tasse porti maggiore stabilità dal punto di vista economico rendendole maggiormente propense all’acquisto. Il Governo Renzi sembra ancora ispirare fiducia nella gente la quale crede che con esso possa mutare in positivo il clima economico .

È il livello più alto registrato da gennaio 2010 quando l’ indice raggiunse quota 107,4: ciò fa ben sperare rispetto alle sorti della lenta e alquanto impacciata economia italiana sebbene tal dato, da solo,  non possa di certo incidere in maniera determinante sulla medesima.

La promessa della riduzione dell’ Irpef sembra aver influenzato  le scelte degli italiani, sicuri che questo sia un vero ed effettivo taglio alle tasse: per ora, però, gran parte dei benefici posti in essere dal governo Renzi  non derivano da sostanziali provvedimenti sull’economia il primo dei quali, ossia il famoso bonus degli 80 euro,  sarà reso effettivo dal primo maggio, ma solamente dal fatto che esso fornisca un clima di stabilità che rassicura le famiglie.

Anche la valutazione sul clima economico generale migliora pervenendo da 108,1 a 115,1: il massimo da sette anni. Dato anch’esso confortante anche se non sostanziale in quanto concernente esclusivamente una visione maggiormente ottimistica da parte della massa senza che questa si debba per forza tradurre in un oggettivo mutamento dal punto di vista economico.

Si attendono i dati sul manifatturiero e le stime del PIL, per ora solo provvisorie, le quali indicano un +0,2% per il primo trimestre 2014 , in lenta accelerazione rispetto al quarto trimestre del 2013 benché si attende che l’ Istat confermi i dati del 2014 relativamente al prodotto interno lordo. Il clima economico sembra lentamente migliorare e il taglio delle tasse si spera renda più veloce il processo di recupero favorendo un ritorno celere alla normalità.

A favorire la ripresa italiana sono la lenta risalita del continente europeo con un PIL per il primo trimestre 2014 in salita dello 0,4 per cento, rispetto al +0,3 del precedente trimestre, le buone dinamiche dell’ export che, pur svantaggiato dall’Euro forte, riesce a trainare la ripresa e la stabilità dei mercati finanziari i quali sembrano premiare, almeno per ora, la solidità del governo Renzi.

di Clemente Maurizio

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