CANONE RAI: LA NUOVA TASSA CHE METTE A RISCHIO LA RAI STESSA

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Il nuovo Canone RAI? Una decisione scottante che, presumibilmente, andrà a premiare chi ha sempre pagato l’obolo per la TV pubblica, relativamente al possesso del bene, mentre andrà a punire chi non possiede una TV in casa.
Secondo le statistiche il 98% delle famiglie italiane possiede il televisore, a questo punto la faccenda TV di STATO diventa un tema decisamente politico: chi la vuole e chi non la vuole? Come è stata calcolata questa percentuale?
Il problema del Canone RAI, indipendentemente dalle scelte che poi saranno fatte in tema di pagamento, se con Bollettazione o F24, dipende sostanzialmente dalla posizione politica che si ha in tema di TV pubblica. Chi è contrario al Canone, in linea di massima, lo è secondo motivazioni esclusivamente politiche, mentre chi non possiede il televisore, non lo possiede per scelta.
Il nuovo contributo pubblico dunque sarà essenzialmente basato sulla capacità di contribuire alla TV di Stato delle singole famiglie. Mentre il valore di questo contributo sarà determinato dalla ricchezza di ogni famiglia. Si parla di eventuale parametro legato al possesso di beni immobili abitatvi, per cui si presenta la situazione eventuale che, il proprietario di case in affitto, pagherà sulle proprie case, probabilmente esonerando gli inquilini? Come in un Hotel?
In alternativa il nucleo famigliare, per cui al contrario chi rimane residente presso la famiglia, ma vive in affitto potrà continuare a guardare la TV liberamente gratis, senza porsi il problema del canone, non essendo più legato al possesso del mezzo televisivo.
Stando a un sommario calcolo statistico, il 27% di evasori totali, secondo le statistiche RAI sarebbe coperto dalla nuova tassa, ma secondo una stima di quante sono le persone che vivono in affitto presso immobili privati, non sembra così.
Eppure, come già in altri casi si è detto, non sarebbe più ovvio che all’atto di vendita del mezzo televisivo sia applicato un numero di serie al quale a sua volta viene attribuita una tassa? La meritocrazia dovrebbe essere reale, non dipendere da fantomatiche decisioni improvvisate sulla carta, anche in questo caso sembra sempre più evidente che il nostro Governo stia procedendo in calcoli empirici dettati solo dai numeri, un fatto che non può che portare a pensare che esso rappresenti una prosecuzione naturale del Governo Tecnico di Monti, tutto meno che esatto e meritocratico.

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