CANTINE LA VIS, UGO ROSSI: “IO SONO DI LAVIS” .. MA NON BASTA!

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Io personalmente vivo a Lavis!“. Così nei giorni scorsi si esprimeva il Presidente Rossi, con una poco qualificante espressione “geografica”, sulla vicenda della Cantina La Vis. Di oggi è ancora la notizia che la trattativa con Cavit, per il salvataggio della cantina a nord di Trento, continua con la supervisione dello stesso Presidente Rossi.

Crediamo che all’interno dei compiti e delle responsabilità di un Presidente della Provincia ci debba essere anche il tentativo fatto in prima persona, al fine di salvaguardare un importante soggetto economico trentino, di coinvolgere e convincere con la cosiddetta “moral suasion istituzionale” tutti i soggetti economici in campo. Ci sta anche che il Presidente chieda ad altri soggetti cooperativi, nel caso specifico Cavit, di adoperarsi per questo fine.

L’importante è, come già abbiamo avuto modo di dichiarare, che Cavit non debba accollarsi debiti da questa operazione che andranno a pesare sui bilanci delle altre cantine associate. Ma su questo punto ci sentiamo abbastanza rassicurati dal fatto che nei giorni scorsi il Consiglio provinciale ha approvato, con voto quasi unanime, un ordine del giorno da noi proposto che prevedeva proprio che le cantine associate di Cavit nulla dovranno rimetterci da tale eventuale operazione. Sul punto riteniamo si debba comunque vigilare perché alle parole devono seguire i fatti concreti.

Di certo c’è che se il Partito democratico nei mesi scorsi ha voluto garanzie certificate per la concessione del contributo di 10 milioni da parte della Provincia, e se oggi qualche banca del credito cooperativo palesa dubbi sul piano di risanamento di Lavis, la “moral suasion istituzionale” del Presidente dovrà essere molto approfondita per portare a casa il risultato. Il tentativo crediamo debba essere comunque fatto, al fine di salvaguardare il valore di un territorio viticolo e dei suoi marchi storici della enologia che rappresentano identità e valori del Trentino.

Il tutto non deve però essere ricondotto al fatto che il Presidente Rossi è “di Lavis!”. Crediamo infatti che il Presidente debba impegnarsi allo stesso modo anche se invece di vivere a Lavis, vivesse ad Avio, Mori, Isera, Nomi, Villalagarina, Valle dei Laghi, Mezzolombardo, Trento, Roverè della Luna, Aldeno o Riva. La geografia e l’attenzione verso gli attori economici del Trentino non possono contare solo se il Presidente “vive a Lavis!”. Scrive in una nota al giornale Maurizio Fugatti, Lega Nord Trentino.

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