CYBERSICUREZZA: BANCHE AL SETACCIO

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La cybersicurezza è una coperta di Linus; fino a che è stato possibile aziende, enti, istituzioni, persino le banche, si sono nascosti dietro a falle, virus, hackeraggi, errori di rete e di sistema per nascondere invece mancanze, errori umani o peggio frodi, se ricordare le testimonianze Golman Sachs e Monte dei Paschi l’errore informatico torna, sovente, tra le scuse per proteggersi dagli attacchi. Anche il Dipartimento per i Servizi Finanziari USA deve averlo capito.

Non devono però essere dello stesso parere i funzionari della Divisione Sicurezza Digitale USA che dal primo di dicembre inizieranno un controllo a tappeto nei maggiori istituti bancari nazionali per arrivare a scovare falle, porte, bug che potrebbero essere causa di errore o appunto, copertura di frode.

I pirati informatici esistono, come esistono gli hacker, sappiamo che lo user comune non può difendersi se non pazientando e cercando di aggiornare i sistemi. Questo non vale però dove si offre il servizio pubblico e si garantiscono privacy, sicurezza, anonimato. L’investimento economico per la sicurezza web bancaria e
aziendale è notevole e nel caso di servizio al pubblico lo paghiamo, è incluso nel prezzo, va garantito.

Le banche che saranno chiamate al controllo sono 200 ed è stato lo stesso Dipartimento per i Servizi Finanziari a voler fare verifica delle proprie banche, per la sicurezza dei clienti e per coprire agli obblighi assicurativi. Infatti la frode bancaria, similmente alla clonazione delle carte bancomat o al criptaggio della carta di credito, sono oggetto di indagine assicurativa, ovvero la banca copre il danno attraverso appunto un fondo assicurativo.

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