De Bertoldi agli Agenti di Assicurazione: “Proteggerò la vostra categoria”

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Il Senatore di Fdi per il Collegio di Trento Andrea de Bertoldi è intervenuto al Congresso Nazionale dello SNA, il Sindacato degli Agenti di Assicurazione, per confermare il proprio supporto personale e di Partito alla lotta di sopravvivenza che è in corso tra il Sindacato ed il Governo Gentiloni.
Il Decreto legislativo del Governo (AG516), in attuazione della direttiva europea (2016/97), stravolge infatti i contenuti della normativa comunitaria per introdurre delle modifiche normative che potrebbero rivelarsi fatali per l’esistenza stessa della categoria. “L’impossibilità per i soli intermediari assicurativi, a differenza dei broker e soprattutto degli sportelli postali e bancari, di continuare ad utilizzare il cosiddetto -conto separato- nella gestione degli incassi agenziali, con il conseguente obbligo di versare direttamente i proventi sui conti delle Compagnie, rappresenta infatti un attentato alla libera concorrenza nel settore, ad onere della categoria imprenditoriale più debole e dei consumatori finali, ma  palesemente a vantaggio dei grossi Gruppi finanziari. Insomma il Governo delle Sinistre sempre contrario al Popolo ed ai soggetti deboli della catena produttiva”, ha affermato de Bertoldi nel corso del suo intervento. 
Il Senatore de Bertoldi ha precisato che l’intervento di FdI nella Commissione Speciale di Camera e Senato, unitamente alle altre forze del Centrodestra, ha costretto il Governo a sospendere l’emanazione del citato Decreto AG516, tanto che dopo le audizioni delle Parti sociali, previste per il prossimo lunedì 23 aprile, è prevedibile una modifica di quelle disposizioni che comporterebbero un mortale ritorno sul mercato assicurativo ad esclusivo beneficio delle grandi Compagnie e dei Grandi Gruppi Finanziari, che mal tollerano la concorrenza insita invece nel mercato dei plurimandatari assicurativi.
L’accorato intervento del Senatore Trentino ha riscosso il compiacimento degli oltre cinquecento delegati congressuali, rappresentanti migliaia di imprese del settore, i quali hanno confermato di non poter avvallare alcun indietreggiamento nel merito, ed hanno minacciato, nel caso il Governo persistesse nel proprio intento persecutorio della libera concorrenza, di arrivare finanche alla “disobbedienza civile”.