EXPO: COME ARGINARE UN FLOP

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Ormai mancano circa 100 giorni alla chiusura di Expo, e quasi tutti gli organizzatori (dai politici ai partecipanti in “linea diretta”) stanno confermando che si tratta di un successo. Un successo, però, che rischia di creare un bel buco economico per la società organizzatrice.

Proviamo a fare un po’ di conti. L’Expo è costato circa 800 milioni (in costi di gestione dell’evento) e la società punta a coprire più della metà di questa spesa con i biglietti venduti. Considerando un prezzo medio di 19 euro, ci si aspettavano almeno 24 milioni di visitatori, così da coprire più della metà (circa 456 milioni).

Tuttavia, a poco più di 3 mesi dalla fine di Expo, i visitatori finora sono stati circa 10 milioni. Secondo Giuseppe Sala (Amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A.) è più probabile che si arrivi a 20 milioni di visitatori.

La cosa importante da considerare nei prospetti di bilancio di Expo non sono gli ingressi ma i biglietti venduti, specifica Sala, perché mentre gli ingressi fisici non sono facilmente calcolabili, i ticket sono una fonte certa.

Il rischio concreto di non portare all’Expo 4 milioni di persone (dai 24 previsti ai 20 a cui oggi si aspira) significa di perdere una cifra vicina agli 80 milioni di euro (76, ad essere precisi). E se perde una cifra simile l’Expo S.p.A. perdono i suoi azionisti: nell’ordine, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Comune di Milano, la Regione Lombardia, la Provincia di Milano e la Camera di commercio meneghina.

Il rischio di un fallimento finanziario, tuttavia, è da considerarsi tuttavia solo ipotetico: dal 2014 sono avanzati 47 milioni di euro che potranno essere utilizzati per portare a pareggio, inoltre ci sono diverse voci che potrebbero richiedere una spesa minore di quella prevista. Senza considerare che la società deve incassare ancora sui 75 milioni di euro di contributo per la costruzione dell’Arexpo. Come “extrema ratio”, la società ha pensato addirittura di mettere in vendita l’arredamento, in modo tale da creare un’ulteriore fonte di guadagno. Ovviamente non ancora stimabile.

Se il flop finanziario, dunque, è da considerarsi difficile, il flop umano è quasi sicuro: anzitutto non si è arrivati alla cifra prevista dei 24 milioni di ticket; poi la nuova strategia della società Expo, ossia di portare a Rho più gente possibile, si sta rivelando controproducente: con i vari sconti di Agosto, infatti, i biglietti venduti hanno un prezzo medio molto più basso della “quota 19”, con la possibilità che il buco da appianare non sia di 76 milioni ma di circa 100.

Per essere sicuri delle cifre, ovviamente, bisognerà aspettare la fine della manifestazione. La certezza sta nel fatto che la quota di visitatori (o meglio, di ticket) prevista non è stata raggiunta, segno di un progetto decisamente sovrastimato.

Di Riccardo Ficara

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