FUSIONE CAVIT E LAVIS: UNA SCELTA PREMEDITATA?

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Cantine LaVis in rosso a causa della chiusura delle trattative bancarie in netta perdita, per il centro di convergenza dei migliori vini a nord di Trento, mentre Cavit risulta all’attivo in una posizione più florida. La volontà che si desume dalle scelte attuate in sede amministrativa provinciale fa pensare che, a tutti gli effetti, vi sia una certa predilezione nei confonti dei produttori di uve di Trento, a discapito dei produttori della zona Rotaliana. Ipotesi che viene accreditata anche dalle numerose operazioni di investimento promozionale e pubblicitario che in qualche modo vanno sempre a vantaggio di questi. La Lega Nord interviene in merito, sottolineando che le scelte attuate non sono del tutto chiare, configurandosi come “di parte” per solo una fetta di produttori di uve locali, da cui i vini, addebitando il debito LaVis alle cantine Cavit. La fusione compare come premeditata, non casuale.

Se da una parte i produttori della Vallagarina saranno costretti a pagare un debito che non è il loro, dall’altra il rischio della scomparsa delle cantine a nord di Trento porta a un generico abbassamento dell’offerta qualitativa trentina, riunendo in un’unica denominazione prodotti che sono completamente diversi, dal punto di vista dell’immagine del Vino che si ha: vini elitari e vini di consumo rientreranno in un’unica mission aziendale, da cui prima di tutto una sicura perdita in termini di immagine. La volontà di far emergere solo Cavit, attualmente sacrificata a livello di immagine, a discapito di LaVis non è nuova. A pagare il prezzo politico, però, saranno i produttori delle uve Vallagarina.

“In questi giorni si parla con insistenza di una possibile fusione tra le cantine Cavit e LaVis al fine di arrivare a una soluzione della delicata situazione finanziaria della cantina a nord di Trento. Nei mesi scorsi il Presidente Ugo Rossi aveva più volte garantito un intervento pubblico provinciale per LaVis, poi frenato dalle iniziative del Partito Democratico, che su questa vicenda ha chiesto maggiore trasparenza e efficiente gestione delle eventuali risorse pubbliche utilizzate – spiega Maurizio Fugatti – la fusione tra Cavit e LaVis rientra quindi nella volontà di salvare la cantina lavisana da parte della Provincia e della Cooperazione Trentina.”
“Noi non entriamo nel merito di una eventuale decisione di Rossi di utilizzare risorse pubbliche per LaVis. Facciamo però presente che se la fusione tra Cavit e a LaVis porta in qualche modo a scaricare dentro Cavit i debiti di LaVis, facendoli “pagare” ai soci già oggi presenti in Cavit, qualche dubbio lo abbiamo. Infatti oggi in Cavit oltre il 50% del prodotto conferito proviene dalle cantine della Vallagarina (Avio, Vivallis, Isera, Mori, Nomi), le quali con una operazione di questo tipo verrebbero probabilmente costrette ad essere coinvolte nel salvataggio di LaVis. Non crediamo che una simile operazione sia del tutto corretta per i soci di queste cantine, anche perché qualche anno fa quando la cantina di Avio ebbe una pesante crisi finanziaria poco o nullo fu l’intervento provinciale per salvarla.”

In definitiva quindi crediamo che se Rossi si e’ preso l’impegno di salvare la cantina di Lavis lo possa e lo debba fare, senza però presentare il prezzo ad altre cantine, in questo caso quelle della Vallagarina, che poco o nulla hanno a che fare con Lavis conclude la Lega Nord.

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