Il possibile ritorno alle urne fa calare lo Spread

La richiesta di ritorno al voto da parte di Matteo Salvini fa calare lo SPREAD. Nel corso dell’intervento di ieri dell’ex premier si era mostrata preoccupazione per lo spread, ma lo spread non si è preoccupato di Giuseppe Conte. Proprio mentre Conte citava fra i rischi della crisi le “speculazioni finanziarie”, il differenziale scendeva. E il senatore leghista Bagnai gliel’ha fatto notare: “Il governo è caduto e lo spread è sceso. Nella sua metrica lei ha fatto la cosa giusta”. Effettivamente lo spread ha chiuso in calo, a quota 206. In compenso le Borse sono affondate. 

Nel settore energetico, in calo Eni (-0,98%), Enel (-1,93%), A2a (-1,41%), Italgas (-1,98%), Saipem (-2,01%) e Tenaris (-2,03%) che hanno risentito dell’improvviso calo del prezzo del greggio. Bene invece Amplifon che ha terminato in rialzo del 2,88%. Sul mercato dei cambi, l’euro chiude stabile sotto 1,11 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1076 dollari, dopo aver aperto a quota 1,1082.

Sul fronte internazionale, Goldman Sachs ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita degli Stati Uniti per il quarto trimestre. Nel suo report diffuso ieri, la banca ha avvertito che le tensioni commerciali aumentano il rischio di recessione per l’economia americana e che un accordo tra Washington e Pechino potrebbe non arrivare prima delle elezioni presidenziali del 2020.