Kompatscher: “Dati economici positivi, misure efficaci”

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Quando la giunta provinciale, cinque anni fa, ha iniziato il proprio mandato, i dati sulla crisi economica e la disoccupazione erano negativi. Le misure messe in campo dall’amministrazione nel corso del mandato – sgravi fiscali, contributi economici alle imprese più mirati, finanziamento di nuove iniziative e startup, la nuova legge provinciale sugli appalti, il sostegno sulle ristrutturazioni, i programmi di investimento pluriennali sulle grandi opere, l’introduzione del Bausparen e la riorganizzazione delle strutture di sostegno all’economia come Idm – hanno contribuito a migliorare sensibilmente la situazione. “Il nostro approccio è stato quello di reagire alla crisi economica con misure anti-cicliche”, ha detto oggi (7 giugno) il presidente della Provincia Arno Kompatscher nell’ambito di un incontro con le parti sociali a Palazzo Widmann. Proprio le parti sociali hanno espresso il loro apprezzamento rispetto all’efficacia delle misure messe in atto nel corso del mandato. Ciò ha consentito di raggiungere una quota di occupati pari al 78,4% (2017), risultato mai così vicino all’obiettivo dell’80% della precedente giunta provinciale, e una disoccupazione del 3,1%, dato per la prima volta inferiore a quello del Tirolo (3,3%, dati Eurostat). A questo si aggiungono anche il dato record dell’export, che nel 2017 ha raggiunto un valore di 4,8 miliardi di euro, e le previsioni Eurostat che per l’Alto Adige parlano per il 2018 di una ripresa economica ancora più decisa, con un incremento del Pil che arriverà al 2,5%.

Dall’analisi, le misure

“Dal buon andamento dell’economia tutti i lavoratori devono trarre vantaggio. Ecco perché questo monitoraggio rappresenta un’ottima base sulla quale plasmare manovre fiscali e politiche economiche” ha spiegato Kompatscher facendo riferimento ai dati del rapporto “Analisi sui redditi da lavoro 2009-2015” redatto dall’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia. “Ogni misura fiscale efficace si basa necessariamente su dati oggettivi sullo stato reale dell’economia”, ha spiegato il presidente della Provincia Arno Kompatscher introducendo i lavori. Dall’analisi sul mercato del lavoro e sull’andamento delle retribuzioni è emerso che “la forbice fra le professioni peggio e meglio pagate si è ridotta”, ha precisato il direttore della Ripartizione lavoro Stefan Luther nell’esporre i dati dello studio. In generale la perdita di potere d’acquisto negli anni della crisi fra il 2009 e il 2015 ha colpito con maggiore intensità gli impiegati del settore pubblico e privato, mentre fra gli operai si è registrata una sostanziale tenuta del potere d’acquisto (+1,4%). Occorre però precisare che tale computo non considera gli effetti del nuovo contratto dei dipendenti pubblici stipulato dalla Provincia nel 2016.

Il futuro bilancio: interventi su Irap e tasse universitarie

Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il tema della legge di stabilità 2019 (il bilancio della Provincia) e eventuali ulteriori misure fiscali. “Gli effetti della norma sull’armonizzazione dei bilanci rendono la legge 2019 un documento tecnico. Infatti i contenuti di questa legge sono già stati stabiliti nell’ambito della programmazione triennale 2018-20 approvata l’anno scorso dall’amministrazione provinciale” ha chiarito il segretario generale della Provincia Eros Magnago. Eventuali effetti sul bilancio, derivanti da una modifica del gettito dei tributi erariali per effetto del Documento di programmazione economico-finanziaria dello Stato, richiederanno un adeguamento nei primi mesi del 2019. Alcune misure saranno comunque possibili: al vaglio ad esempio sgravi Irap per le imprese che erogano premi di produttività ai propri dipendenti, esenzione dal bollo per le auto ibride o ecologiche oltre i 5 anni dopo l’acquisto o ancora un ritocco al ribasso, fino all’azzeramento, delle tasse universitarie. Questo per quanto riguarda la competenza della Provincia, ma l’appello del presidente è andato anche direttamente alle parti sociali, esortandoli a stipulare contratti collettivi territoriali e aziendali. “Vogliamo attualizzare annualmente l’analisi sui redditi, per avere informazioni il più dettagliate possibile sulla situazione economica dei lavoratori dipendenti e discutere eventuali misure con le parti sociali”, ha concluso Kompatscher.