L’ OCSE SCONFESSA RENZI: RIPRESA DEBOLE NEL 2014

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Doccia fredda da parte dell’ Ocse il quale  prevede che l’ Italia cresca solamente dello 0,5% nel 2014 e del 1,1% nel 2015, dati i quali si scontrano con le previsioni del governo le quali sono più ottimiste relativamente alla ripresa italiana. Saputa la notizia, commenta Renzi “le previsioni saranno smentite. Ieri Moody’s ha detto che l’Italia può crescere fino al 2%, altro che 0,5%” ricordando l’ impegno dell’ Italia  a rispettare il rapporto del 3% del decifit sul Pil pur definendolo antiquato .

L’ Ocse stima che l’  Eurozona avrà un avanzamento del Pil pari a 1,2% nel 2014 per poi accelerare a 1,7% nel 2015: stime molto distanti da quelle dell’ Italia la quale rimane indietro rispetto ai partner europei. Nonostante le riforme del governo, non sembra che queste siano state considerate rivelanti ai fini dei calcoli riguardanti il Pil, non essendo queste di carattere strutturale : esse incideranno maggiormente nel lungo periodo rendendo però l’ Italia fragile nei prossimi due anni essendo in balia ad un’ effimera ripresa.

Altre ,invece, sono le previsioni di Moody’s il quale stima una dinamica che oscilla tra lo 0 e l’ 1% del Pil nel 2014 e tra l’ 1 e il 2% nel 2015 : dati sui quali punta il primo ministro screditando l’ Ocse le cui previsioni sono state definite troppo pessimistiche, a fronte di tagli delle tasse e riforme che, stando alla maggioranza, garantirebbero una maggiore stabilità economica al paese.

Ad avvalorare la tesi dell’ Ocse vi è il dato negativo sulla produzione industriale a Marzo, segnante un -0,5%, stima che fa presagire una flebile dinamica dal punto di vista economico nel primo trimestre, il che ci rende dubbiosi sulla solidità della ripresa , visti i risultati alquanto contrastanti .

L’ economia europea rimane instabile nonostante i progressi per ora avuti avendo anch’ essa subito nel mese di marzo una caduta delle produzione industriale nei maggiori paesi quali Francia , Germania ed Italia. Permangono  rischi a causa dell’ euro forte sul quale Draghi ha promesso di intervenire nel caso in cui esso da solo non si svalutasse e a causa della crisi politica in Ucraina.

Ancora una volta, le roboanti affermazioni della politica italiana non si sono realizzate: della grande ripresa che , stando ad essa, sarebbe dovuta accadere, son rimaste solo poche briciole le quali non compensano la penuria causata dalla depressione economica. I dati di marzo confermano quanto ,più che annunci, servono serie riforme ad un paese che ha appena superato la più la grande crisi economica dall’ unità d’ Italia.

Maurizio Clemente

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