La Cina strizza l’occhio all’auto elettrica

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Non è un’idea di facile realizzazione, ma è stata pensata all’interno della nomenclatura del Partito Comunista cinese: usare le auto elettriche. “Alcuni Paesi – ha scritto il vice ministro dell’Industria Xin Guobin in un articolo pubblicato sull’agenzia ufficiale Xinhua – hanno fissato un calendario per mettere fine alla produzione e alla vendita di di auto tradizionali alimentate a carburante. Anche il nostro ministero – prosegue – ha avviato un’importante ricerca in materia e sottoporrà un calendario analogo ai ministeri di competenza. Queste misure- conclude – porteranno profondi cambiamenti nello sviluppo della nostra industria dell’auto”, ovvero una rivisitazione dell’intera economia cinese, che in questi ultimi anni si è pesantemente motorizzata e ciò ha causato non pochi problemi all’ambiente delle principali metropoli. Le mosse della Cina sono ovviamente seguite con grande attenzione da tutti i costruttori: nel 2016 il Paese ha prodotto 28 milioni di veicoli, quasi il 30% dei 94 milioni prodotti lo scorso anno in tutto il mondo. Il governo di Pechino è da tempo impegnato a lottare con l’inquinamento dell’aria – una vera emergenza in molte città cinesi – ma anche a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Una virata in direzione delle auto “pulite” sarebbe dunque nell’interesse del Governo, che infatti ha da tempo avviato programmi di incentivi fiscali al settore.

 

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