La Gig Economy è a oggi un fallimento

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L’ultimo rapporto Coop sulla gig economy, l’economia dei lavoretti online, dimostra che le persone hanno un guadagno al massimo di 50 euro  mensili (65%). Un riempitivo per chi cerca lavoro o deve ancora finire gli studi? Non proprio: un gig worker su quattro (il 26%) risulta dipendente a tempo pieno, contro il 22% degli studenti e il 14% dei disoccupati. Esce indebolita anche la tesi della libertà di scelta tra più portali, perché nel 46% dei casi le entrate arrivano da un’unica collaborazione.

I numeri rispecchiano quelli registrati su scala internazionale, dove i timori per le retribuzioni troppo basse dei lavoratori della categoria hanno spinto anche alla richiesta di interventi legislativi. Nel Regno Unito il governo è sotto pressing per un “intervento d’emergenza”, visto che l’asticella media dei pagamenti è arrivata a minimi di 2,5 sterline l’ora. E negli Stati Uniti, culla del fenomeno, un report del portale Earnest ha stimato che l’85% dei lavoratori ricava meno di 500 dollari mensili da prestazioni che vanno dal trasporto privato (Uber) alle commissioni accumulate su siti per freelance come Fiverr.


Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, conferma che una delle “molle” della gig economy sulla fascia degli over 30 sono stipendi sempre più modesti e l’urgenza di reinventarsi per aumentare le entrate. ”La crisi ha visto una generazione, quella dei 30enni, avere meno opportunità – dice – E quindi dover ricercare opportunità di reddito, spesso, a qualsiasi condizione”. Il rischio, ormai noto, è di trovarsi in una zona grigia tra lavoro autonomo e subordinato. Soprattutto quando la collaborazione è sola una, e diventa la principale fonte di integrazione nei ritagli di tempo dal lavoro principale: “In Italia si pone il tema di come considerare questo “mondo di mezzo” – spiega Loy – E se le attuali norme (post jobs act) sono adeguate di fronte ad attività spesso regolate da App e non da un “datore di lavoro” tradizionale”. A livello contrattuale, per ora, si è ricorso soprattutto alla collaborazione occasionale.

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