MALGHE: LAVORO PER GIOVANI SCONOSCIUTO

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Non è di molto tempo fa, risale al mese scorso, lo scandalo per la multa di un pastore trentino che si è visto penalizzato per la transumanza fuori regione, in Veneto, mentre ad oggi risulta che in Trentino siano parecchi i gestori delle malghe che arrivano da fuori territorio, e anche dall’estero, quali scenari?

Il fenomeno si è particolarmente intensificato anche in seguito al regolamento attuativo che prevede opportunità per persone che sono di passaggio in Trentino per sfruttare il territorio e questo genere di opportunità economica. Di fronte alla crisi dell’occupazione che ha attanagliato anche il nostro territorio, in una morsa quasi mortale, viene da chiedersi come mai scarseggino gli imprenditori agricoli locali, ma anche i giovani dipendenti, che possono prendersi cura delle malghe e possono quindi trasformarle in forma reddituale.

Si occupano di questo problema i Consiglieri della Lega Nord, che hanno presentato una interrogazione l’11 Marzo scorso per fare una mappatura della situazione trentina in fatto di malghe. Si parte da un presupposto economico tradizionalmente riconosciuto, ovvero l’alpeggio come attività di sussistenza e sopravvivenza della montagna, dura e impervia, che offre poche opportunità di lavoro nel settore agricolo e questa è forse una delle più importanti, seconda solo alla coltivazione di meli e di uve anche di pregio.
I giovani sono a conoscenza dei vantaggi che per le attività svolte in agricoltura e nel territorio sono destinati a loro? Il dubbio della Lega è che si siano perse le capacità di offrire indirizzo per incentivare a una gestione della malga moderna, ma a cura della popolazione che risiede in Trentino e che potrebbe essere guidata nel portare a termine questo scopo.

La Lega Nord Trentino attraverso i Consiglieri Maurizio Fugatti e Claudio Civettini, interroga il Presidente della Provincia in tema di Malghe: in particolare l’interesse attuale è quello di capire quante sono le malghe in Trentino che sono state affidate a pastori locali e quante malge sono state affidate a gestori fuori provincia, quali sono i criteri di affidamento e se viene contemplato l’incentivo ai giovani trentini.

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