LA LEGA NORD INTERROGA SULL’AFFIDAMENTO SKIBUS ALLA COMPAGNIA TROTTA

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L’affidamento, o meglio il riaffidamento, del servizio skibus alla ditta laziale Trotta Bus ci lascia davvero basiti: non soltanto il Gruppo consiliare della Lega Nord Trentino ma anche cittadini e le aziende trentine. Non riusciamo proprio a capacitarci di come sia possibile affidare un appalto così delicato ad un’azienda che non avrebbe né le competenze né i mezzi idonei per effettuarlo (così come sembra essere accaduto, viste le infinite lamentele, per la stagione 2013-2014); per non parlare del trattamento del personale visto che in seguito ad un controllo avvenuto da parte delle Forze dell’Ordine negli scorsi mesi pare si sia scoperto che alcuni autisti fossero privi di regolare contratto.

Oggi ecco però, nonostante le problematiche sorte precedentemente, che Trotta Bus torna nuovamente in pista. Differentemente dall’anno precedente, il servizio skibus avrà validità triennale con la possibilità di un ulteriore proroga per ulteriori tre anni. Inoltre, all’interno dell’ultimo bando sarebbero stati introdotti i parametri di qualità (un tetto di dodici anni all’età dei mezzi e requisiti specifici sulla preparazione degli autisti al fine di affrontare le condizioni atmosferiche invernali su strada), la suddivisione del servizio in quattro lotti (1. Val di Fassa, Val di Fiemme Primiero; 2.

Altipiano della Paganella; 3.Trento, Monte Bondone; 4.Val di Sole) e l’obbligo della tracciabilità dei mezzi con un sistema fornito da T.T. Da alcune segnalazioni ricevute dobbiamo però porre all’attenzione dell’Assessorato anche la posizione e le apparenti difficoltà in cui si troverebbe lo stesso C.T.A. ad affrontare la concorrenza esterna forse anche a causa della mancanza di una dirigenza e di una presidenza presenti che, nel corso degli anni, paiono essersi avvalse soprattutto della politica. A tale appoggio non sarebbe però seguita, a detta di qualche membro del Consorzio, la giusta forza competitiva, la qualità e il controllo su come venissero impiegati i soldi pubblici che garantirebbero l’esistenza del C.T.A.

Quello che peserebbe infatti a molti, oltre alla perdita dell’appalto per il servizio skibus, sarebbe il fatto che ad aggiudicarselo sia stata un’azienda esterna che non pare essere arrivata in Trentino soltanto per fermarsi al servizio invernale. La paura di alcune ditte è che Trotta Bus potrebbe aggiudicarsi in futuro anche i servizi pubblici come lo scuolabus e il trasporto pubblico della città di Trento, mettendo così in pericolo non soltanto la tenuta del C.T.A. ma soprattutto 130 aziende locali e oltre 500 autisti. A tal proposito l’appalto per il TPL pare avverrà ad aprile prossimo ma ad oggi il Consorzio non avrebbe tenuto alcuna riunione con gli interessati per affrontare la tematica. Il timore di molti è che se la Provincia imporrà la stesa soglia di età dei mezzi come per lo skibus, il C.T.A non riuscirà a partecipare perché ad oggi non sarebbe mai stata data informazione ai consorziati sugli scenari futuri e al contrario, se non verrà stabilita una soglia di qualità per tutti, vi potrebbe essere a concorrenza spietata di aziende italiane e non (essendo pare un appalto europeo).

Inoltre, per quanto riguarda il C.T.A, da informazioni a disposizione degli interroganti, pare che un Direttore del Consorzio Sardegna riceva un indennizzo di 120.000 euro all’anno.

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