Olio: Tac antitruffe salva 300mila tonnellate di Made in Italy

0
36

“Con l’invasione storica di olio di oliva tunisino che ha visto aumentare del 734 per cento le importazioni nel 2015 è necessario difendere dalle truffe il Made in Italy che quest’anno puo’ contare su una produzione da record dal punto di vista qualitativo pari a circa 299 mila tonnellate in aumento rispetto ai risultati disastrosi dello scorso anno”. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi 8 mesi, nel commentare positivamente l’azione del Corpo Forestale dello Stato che ha scoperto una maxifrode su 7.000 tonnellate di olio spacciato come ‘100% italiano’, ma in realta’ ottenuto mediante la miscelazione di oli presumibilmente extravergini provenienti anche da Paesi extra Ue (Siria, Turchia, Marocco e Tunisia) grazie all’impiego di una tecnica innovativa del riconoscimento del Dna delle ‘cultivar di olivo’ presenti nell’olio (analisi molecolare).

La cosiddetta Tac dell’olio era stata presentata pubblicamente pochi giorni fa a Bari dalla Coldiretti in occasione della giornata nazionale dell’extravergine italiano e utilizza la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (Nmr), in combinazione con l’analisi statistica multivariata, per scoprire la reale identita’ dell’olio di oliva e smascherare le frodi. “In pratica la Tac “fotografa” – spiega la Coldiretti – tutto quello che c’è dentro l’olio e il risultato viene confrontato con le differenti varietà di oli italiani, per capire se ha le stesse caratteristiche oppure no”.

“Di fronte all’aggressione in atto nei confronti di un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea bisogna stringere le maglie della legislazione con l’attuazione completa norme già varate con la legge salva olio, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è importante cogliere le opportunità che vengono dall’utilizzo delle nuove tecnologiche per combattere le frodi che allontanano i consumatori italiani e sporcano l’immagine del made in Italy sui mercati internazionali”.

A livello mondiale si registra un aumento costante del consumo di olio di oliva che ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni mentre, secondo uno studio della Coldiretti, gli italiani hanno tagliato del 25 per cento negli ultimi 10 anni gli acquisti di olio di oliva e i consumi a persona sono scesi a 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.

“A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il via libera annunciato dalla Commissione Europea all’aumento del contingente di importazione agevolato di olio d’oliva dal Paese africano verso l’Unione europea fino al 2017, aggiungendo ben 35mila tonnellate all’anno alle attuali circa 57mila tonnellate senza dazio già previsti dall’accordo di associazione Ue-Tunisia”.

“Una decisione sulla quale – precisa la Coldiretti – è giustamente intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni affermando che non si deve danneggiare l’economia agricola nazionale”.

In queste condizioni per approfittare dell’ottima annata Made in Italy, il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. “Se si vuole comperare un buon extravergine italiano – conclude la Coldiretti – bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione”.

L’Italia puo’ contare su un patrimonio di 250 milioni di ulivi ed è l’unico Paese con 533 varietà di olive e 43 oli tutelati dall’Unione Europea. “Il fatturato dell’olio d’oliva – conclude la Coldiretti – sale al valore record di 3 miliardi di euro nel 2015 realizzati per oltre la metà grazie alle esportazioni”.

Comments

comments