ORA CI PENSI, CARO DRAGHI?

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Che strano! Proprio prima delle elezioni europee una matassa di provvedimenti sembrano arrivare per aiutare il popolo oppresso a causa dell’ Europa! Prima il turno di Renzi con 10 miliardi di euro da spendere per abbassare l’ Irpef mentre fin’ora sembravano rivoltarsi le tasche i ‘’poveri’’ politici  per trovare 1 miliardo di euro per evitare che l’ Iva, cosa comunque accaduta, arrivasse al 22% ; ora Draghi si è mosso, stranamente proprio ora, dal lungo letargo nel quale era assopito lui e  la ”cara’’ BCE, per risollevare le sorti dell’ Europa togliendo forza alla valuta europea favorendo le esportazioni.

Caro Draghi, potevi muoverti un po’ prima, non annunciando all’ultimo momento di voler rendere il cambio euro/dollaro più favorevole alle nostre aziende le quali stanno chiudendo poiché non riescono ad esportare poiché la BCE ha lasciato lo stesso invariato per anni, dando una mano all’economia americana che, grazie alla debolezza del dollaro , è riuscita a risollevarsi in fretta. “Come mai il tuo genio ora ha preso in considerazione l’ idea che le esportazioni UE hanno il fiatone a causa del cambio sfavorevole?”

La BCE ha dato una motivazione ufficiale abbastanza contraddittoria: il problema riguarda il rischio deflazione che può essere evitato solo favorendo le esportazioni ma, sia chiaro, annuncia ingenuamente la BCE, per ora il rischio deflazione non è tale da allarmare nessuno.

Giunge allora una domanda legittima: se il rischio deflazione non è alto, così come lo stesso Draghi ha annunciato, perché  è stato proprio il rischio deflazione a irrompere nelle sale della BCE convincendolo ad agire? Semplicemente le elezioni europee iniziano ad intimorire il caro Draghi che ha paura che il suo lungo letargo verrà punito dagli elettori e allora, attraverso la spiegazione della deflazione, si rammenta dell’ esistenza del  popolo.

Se la BCE si fosse, infatti,  veramente interessata al problema deflazione , avrebbe agito prima visto che lo spettro della deflazione sembrava da anni aleggiare presso gli economisti più famosi diffondendo paura tra la massa.

Invece, viste le aspettative deludenti dal punto di vista elettorale per i partiti europeisti, l’ Europa sta correndo ai ripari presentandosi con un’ immagine che deve velare la sua noncuranza nei confronti dei popoli, compensando le sue mancanze.  Non è un caso che solo ora si stanno mettendo in discussione parametri che hanno distrutto l’ economia europea: il 3 per cento sul deficit o l’ austerità in quanto tale. Così facendo l’Europa vuole fingere di riformarsi per riprendere voti ma, se l’ Europa agisce solo in funzione del voto, bisogna quindi prevedere che , una volta finite le elezioni, si ritornerà alla vecchia noncuranza tipica di Draghi e del Governo italiano?

Gli indizi sembrano condurci a tale risposta e per ora, sembra veramente difficile che un’ altra ipotesi si affacci: se  neanche un anno intero ha smosso il letargo di Draghi, l’ unica novità di così grande interesse tanto da fargli imboccare le maniche sarà la paura di perdere il posto vista l’ avanzata dei partiti anti-euro.

Altro che rischio deflazione (quello vi è da molti mesi), altro che puro interesse per il popolo, l’ unico vero interesse che sembra avere Draghi riguarda la sua poltrona e noi ce ne  siamo ampiamente accorti .

Clemente Maurizio

 

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