PADOAN FIDUCIOSO SULLA RIPRESA ITALIANA NONOSTANTE LE STIME NEGATIVE

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Le stime non sembrano positive, la ripresa stenta ad arrivare , eppure il governo scommette sul 2015 puntando ad un +0,6% del Pil con una postilla ,ossia che ”potrebbero esserci sorprese” essendo questa solo una ”stima base” e quindi tendenzialmente soggetta al rialzo,come afferma sicuro Padoan.

Queste asserzioni cozzano con lo scetticismo delle agenzie di rating le quali hanno più volte fatto notare come l’ Italia sia la più lenta rispetto ai paesi del G7 a riprendersi dalla violenta crisi che contro di essa si è scagliata , dimostrando una debolezza strutturale.

L’ ottimismo del ministro dell’ economia è causato dalla fiducia nell’ impatto delle riforme le quali dovrebbero permettere al Pil un rialzo maggiore delle attese le quali non tengono conto delle medesime. La prospettiva del ministro , quindi, prevede un’ influenza positiva sull’ economia delle riforme già nel medio termine , ritenendo , poi, che esse siano sufficienti a garantire all’ Italia una relativa stabilità economica .

La politica monetaria espansiva della Bce dovrebbe accelerare il processo di ripresa , scongiurando un’ ulteriore depressione che l’ Europa e soprattutto l’ Italia non potrebbero permettersi. Anche l’ allentamento delle politiche di austerity e un ulteriore abbassamento dello spread dovrebbero rilanciare il mercato interno così da favorire la ripresa economica.

Bisogna sottolineare che il governo fu ottimista , relativamente alle sorti dell’ economia italiana, anche nel 2014 quando previde una salita del Pil dello 0,8% la quale , invece, si è rivelata una discesa dello 0,3%, a dimostrazione della patologica fiducia del ministro dell’ economia nell’ impatto delle sue misure e in un andamento positivo del mercato nonostante la sua imprevedibilità.

Le agenzie di rating, in linea generale, ritengono che la salita del Pil italiano sia circa dello 0,5% nel 2015,stima più pessimistica che non prende in considerazione gli ultimi risvolti in tema di politica economica nonostante sia legittimo lo scetticismo prima citato dei centri di statistica i quali non si sbilanciano sulla ripresa italiana ,vista la strutturale debolezza dell’ Italia e dell’ Eurozona .

Clemente Maurizio

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