Pil: l’Istat conferma la ripresa, ma il debito pubblico sale di 2,2 miliardi

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L’Istat rivela dati incoraggianti sull’andamento economico: la crescita acquisita per il 2017 è pari al +1,2%. Gli investimenti fissi lordi nel secondo trimestre 2017 tornano a crescere, registrando quota +0,7%.

Si tratta di segnali senza dubbio positivi, seppure il PIL sia ancora inferiore alle stime diffuse recentemente dal FMI, pari al +1,3%.

In tale quadro – secondo Federconsumatori – l’unico indicatore che è sovrastimato dall’Istituto di Statistica è quello relativo all’andamento dei consumi, stimato nel +0,2% sul trimestre e +1,2% in termini tendenziali.

Le famiglie si trovano ancora in difficoltà e i dati diffusi ieri sull’andamento dei prezzi e del mercato del lavoro non aprono alcuno spiraglio di miglioramento in tal senso, a meno che il Governo non si decida a varare misure mirate alla crescita, alla redistribuzione dei redditi ed alla ripresa occupazionale.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

È fondamentale, ora, sostenere la ripresa avviando gli opportuni provvedimenti per migliorare concretamente le condizioni economiche delle famiglie e proiettare la nostra economia verso una nuova fase di crescita strutturale e duratura.

Come non ci stanchiamo di sottolineare, sono diffusi e frequenti i casi in cui genitori e nonni sono costretti a sostenere figli e nipoti disoccupati. Una situazione che si protrae da troppo tempo e che richiede risposte immediate. Occorre quindi pianificare interventi per rimettere in moto l’occupazione, attraverso un taglio delle tasse sul lavoro, nonché avviando un piano di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e la modernizzazione.

L’altro scoglio infatti è rappresentato dal debito pubblico. Il governo, ad oggi, è intenzionato a ridurlo per circa 5 miliardi all’anno. Per il momento aumenta. Secondo il Bollettino economico della Banca d’Italia, si è attestato a 2.281,415 miliardi, in aumento di 2,2 miliardi rispetto al mese precedente. Un nuovo record assoluto.

Sempre secondo Bankitalia sta calando la quota di debito pubblico nelle mani di investitori stranieri (pesa la sfiducia) e calano le entrate tributarie. Sono state pari a 31,6 miliardi (inferiori di 13,5 miliardi a quelle rilevate nello stesso mese del 2016). Ma è solo un effetto dello slittamento delle scadenze fiscali.

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