RENZI E VALLS AL FESTIVAL DELL’ECONOMIA A TRENTO

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Un Auditorium Santa Chiara gremito di persone ha dato il benvenuto al vertice bilaterale Francia-Italia organizzato in occasione del Festival dell’Economia a Trento. A moderare la giornalista di La7 Lilli Gruber. L’incontro, dal titolo “Italia, Francia e le riforme”, ha avuto come scopo quello di capire il pensiero dei Primi Ministri di due Paesi che spesso vengono messi all’indice perché bisognosi di profonde riforme economiche.

L’incontro tra Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, e Manuel Valls, Primo Ministro francese, è iniziato con un simpatico siparietto su chi si si doveva posizionare più a sinistra rispetto alla moderatrice e nel panorama politico. Lilli Gruber  ha poi chiesto subito a  Valls una domanda di filosofia politica sul cosa significhi essere di Sinistra oggi. Per il Primo Ministro francese è abbattere i dogmi che ancora ci sono e nel considerare con un’accezione positiva il riformismo. Per Renzi, in silenzio elettorale per quanto riguarda la politica interna, invece significa che la Sinistra si divide tra i riformisti, che “volevano cambiare moderatamente il mondo” e i rivoluzionari che affrontano il cambiamento “in modo virile“; ritiene anche che ci siano vari dogmi della Sinistra radicale da eliminare come quello sul lavoro.

Sulla legittimazione dei due governi, Manuel Valls ha ricordato che “la mia legittimità mi deriva dal Presidente della Repubblica, Renzi dal voto alle elezioni europee”. Il Premier italiano invece si è concentrato a parlare di come il sistema costituzionale italiano sia diverso da quello francese, ci ha tenuto anche a precisare come le elezioni regionali non saranno un referendum che lo riguardino direttamente dato che interessano solo l’amministrazione locale.

Interessanti le loro opinioni sulla politica comunitaria. Il Presidente del Consiglio ritiene che “l’idea che la politica europea si basi solo su austerità e rigore è inaccettabile. L’Europa deve investire nella crescita e invertire il senso di marcia”. Un problema per lui è rappresentato dal populismo che può essere sconfitto solamente con un’idea diversa di Europa. “A Lisbona – ha affermato – si era detto che l’Europa doveva essere la guida del mondo, non è avvenuto questo. Lisbona ha fallito”. I colpevoli per Matteo Renzi sono i suoi predecessori che non hanno attuato riforme quale quella del lavoro, da lui invece approvata: “Se l’Italia dieci anni fa avesse fatto il Jobs Act, ora non ci sarebbe la disoccupazione giovanile al 43%”. Dopodiché ha lanciato una frecciatina nei confronti del M5S: “La decrescita felice è felice solo per chi sta all’estero”.

La speranza per Matteo Renzi è che si possa trovare la forza per affrontare le sfide che interesseranno Italia e Francia entro il 2020: “Si possono aprire nuove prospettive economiche con 800 nuovi tipi di consumatori che cercano bellezza e qualità”.

Michele Soliani

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