RIENTRO CAPITALI DALLA SVIZZERA IN TRENTINO. SI TRASFORMI IN OPPORTUNITA’ QUALE INCENTIVO ALLA ECONOMIA LOCALE E NON SOLO UN VANTAGGIO PER LE BANCHE!

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Claudio Civettini di Lista Civica Trentina interroga per il rientro dei capitali in Trentino: “Dopo anni di tentativi e tentennamenti, l’accordo fiscale tra Italia e Svizzera, com’è noto, è finalmente arrivato in porto. Trattasi di un importante traguardo i cui dettagli debbono però essere ancora formalizzati ma che, come si dice, promette bene: le stime più ottimistiche parlano di 150 miliardi di euro di capitali, che gli italiani ancora detengono nei forzieri delle banche svizzere e che, in seguito a detto accordo, dovrebbero fare il proprio rientro nel Paese. Altre stime, più caute, riferiscono invece di una cifra complessiva inferiore, che non dovrebbe superare i 100 miliardi.
Sia come sia, questa mossa contribuirà sicuramente, per così dire, a dare “ossigeno” all’economia italiana in una fase in cui ce n’è particolarmente bisogno, soprattutto alla luce del perdurare della crisi e della lentezza della sospirata ripresa. In questo contesto, viste anche le indiscrezioni di stampa,sicuramente anche in provincia di Trento, nell’arco dei prossimi mesi, si verificherà un rientro ingente di capitali dalla terra elvetica.
Parrebbe dunque saggio che l’Amministrazione provinciale, a fronte di un fenomeno simile – che si sostanzierà, per l’appunto, nella presenza di nuovo capitale sul territorio -, nel rispetto delle prerogative e delle competenze,prendesse ad occuparsene anzitutto interfacciandosi con il Governo per valutare se vi sia la possibilità che le quote di penali di cui siffatto rientro di capitali comporterà l’esborso possano essere assegnate e condivise, almeno in parte, a livello locale; e, in secondo luogo, emanando opportuni provvedimenti finalizzati a rendere economicamente conveniente, per coloro che vedranno i propri capitali rientrare in Italia, destinare gli stessi a specifici investimenti per esempio in ambito immobiliare o degli investimenti produttivi, scelta che avrebbe – come non è difficile intuire – significative e pregnanti ricadute positive in termini economici.
Non si tratta, è bene precisarlo subito e con chiarezza, di impegnare l’Amministrazione provinciale in operazioni poco trasparenti o altro, ma semplicemente per evitare che la conclusione di un accordo atteso da molti anni – e che è stato cercato proprio per le positive conseguenze economiche che poteva avere ed avrà per il nostro Paese – non sia pienamente sfruttata rispetto alle potenzialità generali che essa potrebbe comportare contribuendo in particolare al rilancio della nostra economia, la cui ripresa, più volte pronosticata, di fatto si sta purtroppo manifestando troppo lentamente e in modo episodico.
Nel caso,tale iniziativa,potrebbe essere un positivo indirizzo,che lo stesso Governo nazionale,potrebbe mutuare,onde evitare che tutta l’operazione non si riduca ad una ipotesi di gestione bancaria e fiscale dei capitali rientranti,trasformandola in grande opportunità di trasparenza, nella economia locale e nazionale.”

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