Rifugio Finonchio, Civettini: “Ancora scollegato per la provvigione idrica”

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E’ di questi giorni la notizia di un appello, accorato e partecipato da parte della Sat, ai roveretani ed a chi amministra la città, affinché sia finalmente garantita la fornitura d’acqua sulla cima Finonchio (quota 1.603 m), dove – com’è noto – dal 1930 è stato inaugurato un rifugio, poi distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente reso operativo nel 1957. Una lunga storia, dunque, nella quale però il collegamento con la rete idrica non è mai stato realizzato.

«Manca l’allacciamento alle pompe delle rete di Serrada, che si trovano sul territorio del comune di Folgaria, e manca ancora il deposito da realizzare in cima» precisa il presidente della Sat, il quale chiede alle Istituzioni che si facciano carico di questo piccolo sforzo e che si favorisca, prossimamente, una maggiore collaborazione fra le Amministrazioni comunali di Rovereto e Folgaria. Ora, su quest’ultimo passo è chiaro che sono i comuni interessati a dover fare, come si dice, la loro parte.

Per quanto riguarda però la fornitura di acqua sulla cima Finonchio è però chiaro come l’Amministrazione provinciale non possa non essere chiamata in causa quanto meno per un ruolo di regia se non persino come promotrice stessa di questa operazione che, a fronte di costi di realizzazione verosimilmente non immensi, certamente costituirebbe un notevole arricchimento per il summenzionato rifugio e, in prospettiva, per tutti coloro che lo visiteranno, contribuendo in modo non piccolo alla qualità dell’offerta turistica locale.

Amministrazione provinciale, che non può esimersi dalla ricerca di soluzioni per tutti i rifugi di montagna trentini, poiché le amministrazioni locali, diversamente, non potranno dare risposte concrete a esigenze sovracomunali d’interesse pubblico.

Di qui, allora, la necessità di interrogare la Giunta provinciale per sapere se sia a conoscenza, come verosimilmente è, dell’assenza di collegamento con la rete idrica del rifugio sulla cima Finonchio, in caso affermativo se non reputa questa una mancanza cui concorrere in modo sostanziale a dare risposte concrete ad esigenze turistiche di un sistema ricettivo che coesiste ad una precisa regia provinciale.

Nel caso di condivisione, è opportuno cogliere l’opportunità data dalla denuncia della SAT, per dare concretezza ad un piano d’interesse a tali strutture, i cui gestori sono i “guardiani” del territorio montano e che vanno incentivati ad esserlo.

A fronte di ciò, ne consegue la necessità di sapere eventualmente, entro quali termini intenda interfacciarsi con le Amministrazioni locali cointeressate e attraverso quali modalità dare le necessarie provvidenze per la realizzazione di detto servizio di allaccio idrico al rifugio Finonchio. Scrive in una nota alla stampa il Consigliere Claudio Civettini.

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