Sabino Cassese al Festival Economia: «Élite vs popolo, conflitto apparente»

Prestigioso intervento al Teatro Sociale di Trento

Festival Economia – Nella serata di ieri, sul palco del Teatro sociale di Trento, è andato in scena uno degli interventi più prestigiosi della quattordicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento: quello di Sabino Cassese. Classe 1935, giurista, accademico ed giudice emerito della Corte costituzionale, il relatore è infatti uno dei più qualificati fra i presenti all’edizione 2019 della kermesse.

Particolarmente interessante, poi, risultava il titolo stessa della serata: Relazioni pericolose, Stato e globalizzazione dal parlamento al web. Com’è andata? Le aspettative non sono state deluse.

Intervistato per un’ora esatta dal conduttore radiofonico Pietro Del Soldà e dalla giornalista Annalisa Cuzzocrea di Repubblica, Cassese si è infatti dimostrato capace – confermando la sua fama di fine giurista – di interpretazioni originali sul nostro presente politico e sociale. Degne di nota, a questo riguardo, sono state le sue affermazioni rispetto al «conflitto apparente» tra globalizzazione e Stati. Impossibile che vi sia un vero conflitto, ha argomentato l’insigne studioso, dal momento che la globalizzazione è stata generata dagli stessi Stati.

Certo, qualcuno avrebbe potuto fargli notare che la condizione filiale non implica l’assenza di conflitto, come tutti i genitori alle prese con figli adolescenti sanno bene; tuttavia, è certamente stato coraggioso, da parte di Cassese, il voler individuare un legame tra Stati e globalizzazione, da momento che quest’ultimo è un processo la cui esistenza e soprattutto genesi non viene spesso esplorata fino in fondo.

Forse non del tutto condivisibile, ma certo non banale, è stata poi la sottolineatura, da parte del giudice emerito della Corte costituzionale, di uno scontro élite e popolo che non esisterebbe. Avete notato – ha a questo proposito chiesto il giurista rivolgendosi al pubblico e ai suoi intervistatori – che le forze che si dicono espressione del popolo sono oggi al potere? Il sottinteso era evidente: questi partiti, Lega e 5 Stelle, dicono di essere contro l’élite mentre ormai ne sono espressione. Un ragionamento stimolante, che però non tiene conto di un aspetto: essere al governo ed essere élite non sono due cose concatenate; ci può cioè essere sovrapposizione, ma non è detto che così sia. E si dà il caso che, come intellettuali come Pietrangelo Buttafuoco hanno avuto modo di ricordare, che Lega e 5 Stelle siano forza al governo ma non forze di potere, perché sganciate totalmente dall’establishment.

Ad ogni modo, tornando al suo intervento. il meglio di sé Cassese lo ha dato quando il discorso è finito sulle insidie fasciste alla democrazia e – deludendo una Cuccocrea che gli sottoponeva i casi di CasaPound e Forza Nuova come palesi pericoli pubblici – ha rimarcato la sacralità dello «spazio pubblico». Per vigilare su situazioni oltre il limite della legge, ha sottolineato il giurista, c’è la magistratura, ma la censura è sempre sbagliata, concetto che ha avuto modo di ribadire anche in riferimento alla lotta alle fake news, tema richiamato da Del Soldà.

Una considerazione, quella sullo «spazio pubblico», davvero apprezzabile. Infatti l’anziano giurista avrebbe avuto gioco quanto mai facile nello strappare un forte applauso alla sua platea, molto probabilmente in prevalenza progressista, se avesse intonato il solito ritornello sull’intangibilità dell’antifascismo. Cosa che ha preferito non fare sottolineando, come detto, più che altro il valore della libertà di pensiero. Morale, l’applauso è comunque arrivato, ma non è stato fragoroso come altri. Peccato, perché era il più meritato.

Di Giuliano Guzzo

Relazioni pericolose, Stato e globalizzazione dal parlamento al web