Sicilia: Italia Unica, i record di Crocetta in una regione in ginocchio

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Manca ancora l’acqua a Messina, manca ancora la decenza a Palermo. La Sicilia continua a finire sui giornali per vicende grottesche dove la cattiva amministrazione “alternativa” locale e la pessima gestione politica regionale riescono a coprire anche le belle storie di denuncia antimafia dei commercianti di Bagheria. Il governatore Crocetta, con il decisivo apporto del Partito Democratico che anche nell’isola riesce a spaccarsi in più fazioni pur rimanendo aggrappato al potere, ha presentato la sua quarta giunta, con una tecnica da rimpasto multiplo destinata a finire negli annali della follia politica. Anzi, l’ennesimo ras di sinistra del sud si vanta di aver nominato 41 assessori in soli tre anni, un record a dir poco vergognoso. Chiunque può immaginare come possa essere amministrato il bene comune da tante teste diverse in così poco tempo.
Ma Crocetta tira dritto, gridando al complotto (forse è un barlume di autocritica) contro i cittadini. Di sicuro c’è che il mezzogiorno d’Italia, governato in sei regioni su sei dal Pd, sta esplodendo nelle sue contraddizioni proprio perché è stato affidato a personaggi che badano a un populistico metodo di governo piuttosto che a una visione prospettica di sviluppo e responsabilità. Ci sarà una crisi di giunta presto a Palermo? Non lo sappiamo, ma sarebbe, come quella di Bagheria, finalmente una buona novella, perché darebbe ai siciliani la possibilità di liberarsi di un simile personaggio. Lo afferma in una nota Italia Unica, il partito fondato da Corrado Passera.

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