Solo il lavoro in nero per gli italiani

Padoan, Gentiloni e ovviamente il bugiardissimo, con la sua corte, ci avevano magnificato la prodigiosa crescita italiana, merito di questo governo di esperti e competenti. In effetti una grande crescita l’hanno davvero ottenuta: quella del lavoro nero.

Già, perché la riduzione delle retribuzioni, favorita dall’invasione che aumenta la concorrenza tra i lavoratori, non bastava più. E così si è fatto crescere il lavoro irregolare che non solo elimina il costo dei contributi ma che arriva anche a dimezzare la retribuzione netta. Siamo sempre più lontani, insomma, dai livelli di redditi di dignità, cittadinanza o inclusione (ogni partito ha la sua definizione) che verrebbero garantiti a chi non fa assolutamente nulla. Adesso le statistiche ci raccontano che sarebbero 3,3 milioni gli sfruttati senza contratto e senza garanzie, lavoratori in nero che accettano condizioni assurde pur di avere un’attività.  E tra gli occupati regolari aumentano quelli con contratti a tempo determinato, senza garanzie per il futuro.

Davvero una dimostrazione di grande capacità e competenza da parte di questo governo e della società civile che lo appoggia. Non basta il servilismo delle reti pubbliche e del Tg5 per nascondere una realtà che, al contrario, è ben nota alla gente normale. E se il lavoro nero cresce, è evidente che cali la disoccupazione ufficiale poiché si riduce il numero di chi è presente nelle liste ufficiali di ricerca del lavoro. Ma è anche evidente che, su queste basi, pure la povertà è destinata ad aumentare. Se non si vive decentemente con le retribuzioni regolari, è facile immaginare come possano sopravvivere i lavoratori sottopagati e in nero. È facile immaginare quali opportunità per costruire una famiglia abbiano questi sfruttati. Ed è anche facile immaginare con quale entusiasmo questi sfruttati affronteranno il voto del 4 marzo.

Il crollo del Pd ipotizzato dai sondaggi si lega anche a questa realtà molto distante dalle narrazioni di comodo. Ma bisognerà vedere se le promesse elettorali di Berlu saranno convincenti o saranno considerate le consuete menzogne irrealizzabili e lontanissime dalla realtà

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 367 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".