Soros, simbolo degli oligarchi a Davos

Lo speculatore non sopporta la concorrenza di altri speculatori. Per questo Soros, il finanziere che aveva attaccato il sistema monetario europeo rovinando o danneggiando milioni di persone, si scaglia contro i bitcoin, moneta virtuale che, a suo avviso, favorisce il riciclaggio di denaro sporco.

E favorisce, sempre secondo Soros, la Russia di Putin. Una Russia che non ha emesso una sua moneta virtuale ma per Soros questo è un particolare irrilevante. In compenso l’immagine dello speculatore che parla al Forum di Davos è il simbolo di questa immonda riunione di oligarchi che si ritrovano regolarmente nella cittadina alpina per gestire il mondo esclusivamente nel loro interesse. È da Davos che, ogni anno, partono le direttive per una nuova fase di sfruttamento e di impoverimento del pianeta. Infatti diminuisce il numero dei super ricchi ma aumenta la quota di ricchezza globale che possiedono. Mentre gli schiavi si impoveriscono sempre di più in ogni parte del mondo. Ed i giornalisti sono impegnati a glorificare questa sfilata di oligarchi e dei loro camerieri posti al governo dei vari Paesi.

Ormai non ci sono nemmeno più proteste e manifestazioni. La rassegnazione è totale ed è accompagnata da un incremento del servilismo. Cupio servendi che dilaga. Gli speculatori come Soros, gli affamatori dei popoli diventano semidei da celebrare, da onorare arricchendoli ulteriormente. Sono questi semidei che decidono guerre e terrorismo, che rovinano popoli e nazioni. E poi, tutti insieme, si ritrovano in Svizzera per fingere di litigare. A volte riescono persino a litigare sul serio quando gli interessi confliggono. Soros è realmente infastidito da Putin ed anche dalla Cina perché rappresentano un ostacolo per lui e per gli altri come lui che vorrebbero mano libera a livello planetario. Per questo, mentre il Cremlino si accorge della necessità di un nuovo asse privilegiato con l’Europa, Soros cerca di rompere questo asse per favorire una contrapposizione tra Mosca e l’Ue. E, guarda caso, uno dei quotidiani di De Benedetti si occupa dei costi del presunto divorzio della presunta figlia di Putin. Una non notizia, evidentemente, ma serve per danneggiare l’immagine del presidente russo.

La disinformazione deve essere fatta a 360 gradi, colpendo la politica economica e gli aspetti privati, la corruzione dei burocrati ed i famigliari. Soros non deve neppure ordinare: i servitori sanno sempre cosa fare per ottenere un osso da spolpare

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 364 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".