Spread a quota 170 in Italia, ma in Francia si segnala aumento del 10%

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Sale lo Spread italiano, ma di più quello della Francia. Nel giorno della possibile nascita del governo M5s-Lega, lo spread sfonda quota 170, toccando anche quota 175. Un “nervosismo” segnalato dal differenziale tra Btp e Bund tedeschi che era già stato registrato in apertura che aveva confermato i valori di venerdì, cioè i 166 punti che rappresentano i massimi da ottobre.

Non facile neanche la situazione per quanto riguarda la Francia, dove l’indice segnala un aumento del 10%, stesso dato anche per quanto riguarda Portogallo. Il problema dello Sp.read per l’Italia è che attualmente registra valori alti a differenza di altri paesi europei che sono sotto quota 100.

Il termine può essere inteso anche come credit spread, che denota la differenza tra il tasso di rendimento di un’obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento (benchmark); in questo caso, ad esempio, se un BTP con una certa scadenza ha un rendimento del 7% e la corrispettiva Bundesanleihe tedesca con la stessa scadenza ha un rendimento del 3%, allora lo spread sarà di 7 − 3 = 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base. È importante notare tuttavia, che la determinazione giornaliera dello spread avviene sulla base delle libere contrattazioni sui mercati dei titoli e quindi, necessariamente, sulle quotazioni del mercato secondario.