Trentino. Il 45% dei beneficiari dell’ex reddito di garanzia è straniero

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Il 45% di coloro che chiedono, e ottengono, il reddito di garanzia in Trentino è straniero. E’ questo quanto emerso da un’interrogazione presentata dall’allora Consigliere provinciale, ora Onorevole, Maurizio Fugatti della Lega. Nell’interrogazione veniva chiesto quanti stranieri comunitari, extracomunitari e italiani beneficiassero di tale trattamento.

Il reddito di garanzia, come emerge dalla risposta inoltrata nella giornata di ieri, è stato abrogato dal 2018 e sostituito dall’Assegno Unico Provinciale, al contempo il 36,91% dei richiedenti è extracomunitario, il 7,35% comunitario e il restante 55,74% è italiano.

Le risorse dedicate all’assegno unico a partire dal 2018 sono all’incirca di 75 milioni di euro, e mettono insieme tutte le risorse ad oggi dedicate al reddito di garanzia, all’assegno regionale al nucleo familiare, all’abbattimento delle tariffe degli asili nido e tagesmutter, all’assegno integrativo invalidi. Ad esse si aggiungono le risorse derivanti dalla mancata previsione dal 2018 della detrazione fiscale sull’addizionale regionale per i figli a carico che sono interamente dedicate ai nuclei con figli a carico. Complessivamente i nuclei ed i soggetti interessati alle varie quote sono un numero significativo: circa 7.000 per il sostegno al reddito, circa 32.000 per i figli, circa 3.000 per la l’accesso ai nidi d’infanzia e i disabili coinvolti circa 7.800, fatte salve naturalmente le sovrapposizioni di soggetti beneficiari che sono numerose.

Entrando ora in un maggior dettaglio l’assegno unico, che ha sostituito il reddito di garanzia, in prima applicazione sarà formato dalle seguenti quote:

1. Quota di sostegno al reddito
La prima di sostegno al reddito per le persone ed i nuclei familiari più deboli economicamente ed esposti a rischio marginalità che si caratterizzerà per una maggiore stabilità, essendo concedibile per durate annuali al fine di dare alle famiglie un tempo adeguato per costruire un progetto di vita potendo contare su un intervento di sostegno duraturo. Ciò pur mantenendo un rigoroso sistema di verifica dei requisiti e di rispetto delle modalità di attivazione dei soggetti che nel nucleo familiare sono idonei al lavoro o nei casi più socialmente critici, monitorando la loro adesione ai progetti di sostegno che li riguardano; inoltre la quota di sostegno al reddito viene estesa anche ai nuclei con ICEF superiore a 0,13 (limite oggi vigente) e fino a 0,16 allo scopo di raggiungere anche quelle situazioni che attraverso il proprio impegno hanno conseguito da sè limiti di reddito più adeguati, con lo scopo di accompagnarli verso una potenziale ulteriore crescita delle loro disponibilità economiche; infine una parte della somma erogata mensilmente sarà messa a disposizione dei beneficiari attraverso una carta acquisti, spendibile sul territorio trentino per necessità quotidiane di beni;

2. Quota a sostegno del mantenimento dei figli
La seconda quota è rivolta ai nuclei familiari con figli, con sostegno garantito da 0 a 18 anni per i nuclei con indicatore ICEF fino a 0,30. Si tratta di una novità molto importante in quanto ad oggi il beneficio per le famiglie con un figlio era valido fino ai 7 anni, oggi prorogato alla maggiore età.
Da sottolineare che l’assegno unico sostiene tutte le famiglie ed in particolare le famiglie numerose (da tre figli in su) attraverso un coefficiente familiare adeguato ed un sistema di quantificazione che mantiene importi mensili significativi anche negli importi minimi garantiti ai nuclei con ICEF ai limiti; è inoltre confermata la premialità per la nascita del terzo figlio attraverso una misura una tantum che si aggiunge al momento dell’evento all’assegno mensile.

3. Quota a sostegno dei servizi per la prima infanzia
La terza quota che conferma la misura da poco varata dalla Giunta provinciale in materia di sostegno per l’accesso ai servizi per la prima infanzia (tariffe agevolate da 40 a 220 euro al mese per ICEF fino 0,40).

4. Quota a sostegno dei componenti invalidi e civili
La quarta quota che ridisegna le misure di sostegno alle persone con invalidità per gli individui ed i figli appartenenti ad un nucleo familiare in una logica di riconoscimento correlata anche ai livelli di gravità della situazione di disabilità.

Chi e come può presentare domanda  
La richiesta del beneficio è presentata da un componente del nucleo familiare. La domanda va presentata all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa, anche per il tramite degli sportelli periferici di assistenza e informazione al pubblico della Provincia o dagli istituti di patronato o assistenza sociale. Per il primo anno di applicazione la domanda potrà essere presentata da metà ottobre 2017 al 31 marzo 2018. A regime la domanda potrà essere presentata dal 1° luglio dell’anno precedente a quello di riferimento e fino al 30 novembre dell’anno di riferimento.