TRENTINOSOLIDALE: ALLARME SEPARATI E DIVORZIATI

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A pagare il conto di divorzi e separazioni sono i capofamiglia, che statisticamente restano per ora gli uomini, i quali dopo divorzi e separazioni si trovano ad avere più uscite di quanto possono gestire. “I nuovi poveri sono gli uomini separati e divorziati” ha dichiarato Francesca Ferrari al termine dell’Assemblea di Trentinosolidale onlus tenutasi ieri a Ravina, per il Bilancio annuale.

Secondo le statistiche offerte dal Servizio statistica della Provincia di Trento i dati relativi a separazioni e divorzi, registrati ad ora fino al 2011, sono in continuo decollo.

Ad esempio nel 2011 in provincia di Trento sono state concesse 630 separazioni e 429 divorzi, con un aumento del 5,5% delle separazioni e una diminuzione del 12,1% dei divorzi rispetto all’anno precedente.

Ma non solo, sono i divorzi a prendere piede rispetto alle separazioni, con la conseguente necessità di nuovi alloggi per il coniuge che lascia il tetto coniugale e con la conseguenza dell’aggravamento delle tasse, patrimoniale e IRPEF per chi mantiene la famiglia con l’Assegno famigliare.

Una legge da rivedere insomma, che consenta la completa detraibilità delle spese sostenute per la famiglia a carico indiretto, che consentirebbe di escludere direttamente alla base il problema di una pressione fiscale e debitoria del coniuge, per il quale solo parzialmente l’ente pubblico riesce a provvedere con prestiti di garanzia che sono quasi sempre indispensabili in fase di divorzio per il coniuge in difetto, che si trova in pochi mesi ad avere un’improvvisa emorragia economica per il pagamento giudiziale e per il mantenimento dei figli.

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